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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:53

Videopoker - L'Antimafia sequestra "tesoro" da 5 mln

Operazione del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari. Arrestate sei persone, su ordine del Tribunale pugliese, che avrebbero truffato una serie di giocatori - riducendoli al lastrico - con schede elettroniche modificate, inserite nei giochi da intrattenimento originariamente leciti
Guardia di Finanza BARI - Militari del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo polizia tributaria Bari (Guardia di Finanza) hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone ( di cui tre in carcere e tre ai domiciliari) ed un provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di 5 milioni di euro, emessi dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe De Benedictis, su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Pugliese, della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Bari.
Le indagini, avviate nel dicembre 2004, hanno consentito di scoprire che le società facenti capo ai soggetti destinatari della misura cautelare in carcere distribuivano in Campania e Calabria schede di gioco illegalmente modificate che consentivano a compiacenti proprietari di sale gioco, di trasformare, sostituendole alle originali, legali videogiochi in videopoker.
Nel corso delle indagini sarebbe anche emerso che alcuni clienti avevano perso al gioco, in pochi giorni, ingenti somme, con la conseguenza paradossale di dover chiedere prestiti di denaro agli stessi titolari delle sala giochi per far fronte ai loro bisogni familiari. Tutti gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere dedita alla commissione di truffa.
Uno dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, già sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, pur risultando formalmente nullatenente, era di fatto titolare di diverse società intestate ai propri generi e parenti, raggiunti dal provvedimento ai domiciliari. L'accorgimento, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato per evitare che le società e tutto il patrimonio nel tempo accumulato, riconducibile - sempre secondo l'accusa - agli ingenti illeciti profitti derivanti dal contrabbando di sigarette svolto in passato dall'arrestato, fosse sottoposto a sequestro ai sensi della normativa antimafia. Per tali ragioni all'arrestato è stata contestata, in concorso con i parenti posti ai domiciliari, anche la violazione del trasferimento fraudolento di valori. In conseguenza di ciò, su disposizione del magistrato titolare dell'indagine, i finanzieri del Gico, hanno proceduto ad effettuare indagini economico patrimoniali che hanno consentito di rilevare che il sorvegliato speciale a fronte di redditi dichiarati appena sufficienti a garantire il sostentamento quotidiano, aveva accumulato un patrimonio composto da nove immobili (tra i quali due lussuose ville, un deposito nella zona industriale di Bari, due negozi in pieno centro), nonché sette autoveicoli (tra i quali BMW serie 5 ed Audi, nonché un camper) e cinque società (alcune di distribuzione dei videogiochi) con relativi compendi aziendali, ora sottoposti a sequestro.
Oltre alle persone colpite da provvedimento si è proceduto alla notifica di avviso conclusioni indagini nei confronti di altre 13 persone, tra i quali risultano titolari di bar e sale gioco, nonché l'amministratrice ed i collaboratori di una società del Torinese che forniva le schede gioco modificate.

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