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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:20

Crack Taranto: 33 richieste di giudizio

Per il "buco" finanziario di oltre 357 milioni di euro, la Procura della Repubblica ha formalizzato la richiesta del processo per l'ex sindaco Rossana Di Bello e per altre 32 persone tra ex amministratori e funzionari del Comune
Rossana Di Bello TARANTO - Il sostituto procuratore del Tribunale di Taranto Remo Epifani ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex sindaco di Taranto Rossana Di Bello, e di altre 32 persone tra ex amministratori e funzionari del Comune capoluogo, accusati a vario titolo di falso ideologico in atto pubblico in relazione alla stesura e all'approvazione dei bilanci del Comune di Taranto negli anni che vanno dal 2001 al 2005.
Oltre a Di Bello, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda 25 ex amministratori comunali, tra i quali l'ex vicesindaco e attuale deputato dell'Udc Michele Tucci, sei ex revisori dei conti del Comune e l'ex dirigente del settore finanze dello stesso ente Luigi Lubelli. Circa due mesi fa, il Pm aveva fatto notificare ai 33 indagati l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.
L'ipotesi di reato del falso ideologico viene contestata dal Pm agli indagati per ciascun bilancio annuale approvato in consiglio comunale. L'inchiesta era stata avviata dalla Procura di Taranto sulla base di un esposto presentato dai consiglieri comunali dell'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale; l'esposto riguardava solo il bilancio consuntivo 2004.
L'inchiesta riguarda tutti ex amministratori in quanto il Comune di Taranto è commissariato dal marzo scorso, dopo che il 18 febbraio Di Bello si era dimessa in seguito ad una condanna ad un anno e quattro mesi (pena sospesa) per abuso d'ufficio e falso inflittagli dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto per l'affidamento della gestione dell'inceneritore comunale.
Il 17 ottobre scorso il commissario straordinario del Comune, Tommaso Blonda, ha dichiarato il dissesto finanziario dell'ente.
Il deficit ufficialmente accertato sino ad oggi è di oltre 357 milioni di euro, ma sono in corso ancora accertamenti su altre voci quali i debiti fuori bilancio.
Il governo ha già nominato i tre commissari liquidatori, che sono il capo del Dipartimento sviluppo economie territoriali della presidenza del Consiglio dei ministri, Francesco Boccia, e i funzionari del Viminale Giuseppe Caricati e Agostino Mario Pazzaglia.

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