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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:12

Lucera - Picchiarono testimoni: due arresti

Alessandro Ricci di 20 anni e Gianluca Cimino di 19 avevano tentato di intimidire alcuni testimoni che avrebbero potuto accusare esponenti di spicco della criminalità organizzata locale
LUCERA (FOGGIA) - Avevano cercato di intimidire, con minacce e percosse, alcuni testimoni perchè non rilasciassero ulteriori dichiarazioni o ritrattassero quelle che avevano consentito alla polizia di arrestare dei loro congiunti. Questo tentativo di inquinamento delle prove è stato scoperto a Lucera dove, con l'accusa di violenza e minaccia per costringere a commettere un reato e lesioni personali aggravate due persone sono state arrestate dalla polizia. Si tratta di Alessandro Ricci, di 20 anni, e Gianluca Cimino, di 19, entrambi di Foggia, nei confronti dei quali è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Lucera. A quanto si è saputo, gli episodi di violenza sono da collegare all'operazione «Grande fratello» fatta il 7 ottobre scorso dagli agenti del commissariato di polizia di Lucera che arrestarono, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, 11 persone con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Le indagini avevano accertato che l'organizzazione, composta da giovanissimi malfattori, era specializzata nello spaccio di droga all'interno della villa comunale a studenti delle scuole superiori. Tra gli arrestati erano anche esponenti di spicco della criminalità organizzata di Lucera, tra i quali Antonio Papa, Antonio Ricci e Marco Cimino, appartenenti all'omonimo clan Papa-Ricci.

«Nel corso delle indagini che sono seguite a questi arresti - ha dichiarato il dirigente del commissariato, Luciano Zendoli - abbiamo accertato che i parenti di alcuni arrestati avevano contattato coloro che avevano rilasciato dichiarazioni alla polizia, e li avevano minacciati per impedire eventuali testimonianze future da rendere nelle fasi processuali». «Una delle giovani vittime delle aggressioni - ha proseguito Zendoli - riportò gravi lesioni e altri giovani, minacciati ed intimoriti, per sfuggire allo stesso trattamento, si allontanarono da Lucera».

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