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Giovedì 21 Settembre 2017 | 06:58

Violenze a disabili: 23 arresti in Puglia

I carabinieri della Compagnia di Martina Franca (Taranto) eseguono una ordinanza di custodia cautelare. Le accusa, a vario titolo, sono di concorso in violenza sessuale e circonvenzione di persone incapaci per violenze compiute nei confronti di due sorelle con problemi psichici. L'operazione compiuta a Carosino, Fragagnano, Grottaglie, Montemesola, Monteparano, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Oria (nel Brindisino), Rimini e Matera
TARANTO - I carabinieri della Compagnia di Martina Franca (Taranto) eseguono una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 24 persone accusate a vario titolo di concorso in violenza sessuale e circonvenzione di persone incapaci per violenze compiute nei confronti di due sorelle con problemi psichici.
L'ordinanza è stata firmata dal gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco, su richiesta del pubblico ministero Vincenzo Petrocelli. Per due dei 23 indagati è prevista la detenzione in carcere, mentre per gli altri 21 la misura degli arresti domiciliari.
Secondo quanto si è saputo, gli indagati avrebbero avuto ripetuti rapporti sessuali con due sorelle, una di 35 anni e una di 28, entrambe affette da disturbi psichici; in cambio sarebbe stato dato loro un compenso di pochi euro. Gli incontri sarebbero avvenuti per lo più nelle abitazioni degli indagati ma anche in luoghi occasionali.
L'operazione, chiamata dagli investigatori «Cassandra» è stata compiuta in sette centri del Tarantino (Carosino, Fragagnano, Grottaglie, Montemesola, Monteparano, San Giorgio Jonico e San Marzano di San Giuseppe), in uno del Brindisino (Oria), e nelle città di Rimini e di Matera.

PER INDAGARE I CARABINIERI FANNO I MEDICI
Per convincere due sorelle di 35 e 28 anni con disabilità psichica a raccontare violenze e soprusi subiti, due carabinieri si sono travestiti per alcuni mesi da medici indossando il classico camice bianco e riuscendo a conquistare la fiducia delle due donne. Così i carabinieri sono risaliti a un giro di abusi sessuali alle due sorelle, arrestando questa mattina 23 persone, 21 delle quali sono agli arresti domiciliari perchè incensurate mentre due sono in carcere perchè hanno precedenti penali per violenza sessuale. Una persona, destinata ai domiciliari, è ancora ricercata.
Tutti gli arrestati sono accusati a vario titolo di violenza sessuale, circonvenzione d'incapace e minacce; tra gli arrestati ai domiciliari c'è una donna di Matera accusata di sfruttamento della prostituzione perchè organizzava gli incontri tra le due donne e i clienti. Alle due donne abusate veniva anche dato un compenso: pochi euro, ricariche telefoniche e persino caramelle; di quei pochi spiccioli la donna organizzatrice degli incontri tratteneva anche una parte. Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Taranto, nel Brindisino, a Matera e a Rimini, dove risiedeva uno degli indagati.

Secondo quanto riferito dai carabinieri in una conferenza stampa, l'indagine, cominciata nel dicembre 2005 e chiusa l'estate scorsa, è partita raccogliendo voci insistenti in paese su incontri di natura sessuale che le due sorelle avevano in casa dei loro clienti (soprattutto pensionati, ma anche braccianti), oppure in auto o in altri luoghi occasionali lontano dall'abitato. Le due donne vivono in una famiglia disagiata che era ignara di come finissero le frequentazioni delle due sorelle.
I carabinieri, travestiti da medici e con la collaborazione di personale sanitario, si sono recati più volte in una struttura sociale che le due sorelle frequentavano per qualche ora al giorno. Per loro uno dei carabinieri è diventato «dottor Enzo» e con lui hanno parlato degli incontri a scopo sessuale. Le due sorelle erano anche spaventate dal fatto che i loro clienti, di età media sui 50 anni (il più giovane ha 37 anni, il più anziano 77) avevano minacciato di farle finire in carcere se avessero rivelato tutto ai carabinieri. Una storia incredibile a cui gli stessi carabinieri avrebbero stentato a credere, e per questo motivo, hanno detto oggi in conferenza stampa, hanno dato il nome di «Cassandra» all'operazione. Ora le due sorelle sono state trasferite in una struttura sociale lontano dal paese e sono seguite da personale dei servizi sociali del piccolo Comune ionico.
A tutti gli arrestati i carabinieri hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, e richiesta dal pm Vincenzo Petrocelli.

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