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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:06

Foggia - Retata antidroga

La Squadra mobile ha scoperto tre bande di spacciatori ed arrestato 24 persone, "seguendo" i segnali provenienti da una rete di microspie utilizzate per catturare un latitante
Droga Polizia FOGGIA - L'indagine che ha oggi sgominato, con l'arresto di 24 persone, un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti in provincia di Foggia, è partita dopo che la Squadra mobile della Questura, sulle tracce di un latitante, ha piazzato microspie dalle quali è emersa l'attività illecita. Gli agenti sono così venuti a conoscenza delle strette relazioni che erano state instaurate tra distinti gruppi criminali per l'organizzazione del traffico di sostanze stupefacenti.
Gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con i colleghi del Reparto prevenzione crimine Puglia e del Reparto volo di Bari, hanno così dato esecuzione alle ordinanze firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Vito Fanizi su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Alessandro Messina. Quattro dei destinatari del provvedimento cautelare hanno ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. Gli arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
«L'indagine - ha spiegato il dirigente della Squadra mobile, Antonio Caricato - è nata nella primavera del 2005, quando la "Società" foggiana viveva un momento di estrema difficoltà, a seguito delle operazioni antimafia "Araba fenice" del 2003, "Poseidon" del 2004 e "Discovery", che avevano portato in carcere molti affiliati». In quel periodo, approfittando dell'assenza di elementi di vertice della criminalità mafiosa, alcuni gruppi delinquenziali, contigui alle consorterie mafiose, hanno cominciato ad estendere il loro mercato nel settore del traffico di droga.
L'inchiesta ha consentito di acquisire elementi di responsabilità a carico di tre diverse organizzazioni criminali, tra loro collegate, composte da noti spacciatori foggiani. Secondo gli investigatori, una organizzazione era guidata da Michele Piserchia, di 22 anni, Paolo e Ciro Novelli, rispettivamente di 28 e 30, figli di Pasquale Novelli, ucciso nel luglio del 2002, durante l'ultima "guerra di mafia" scoppiata tra i clan Trisciuoglio-Prencipe e Sinesi-Francavilla.
Un altro gruppo era guidato da Giuseppe Caggiano, di 36 anni, Alfonso Capotosto, di 24, e Vincenzo Guerrieri, di 30. Gli appartenenti al terzo sodalizio sono accusati solo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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