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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:12

Truffa in zootecnia da 2 mln, nei guai 8 insospettabili

Quattro imprenditori, due funzionari della Regione Puglia e due professionisti denunciati dalla Guardia di finanza. Una cooperativa di Castellana Grotte (Bari) attiva nel settore dell'allevamento di conigli ha beneficiato di fondi co-finanziati dall'Ue e contributi statali per un milione e 700.000 euro grazie però - è l'accusa - a fatture false e altri raggiri
BARI - Otto persone - quattro imprenditori, due funzionari della Regione Puglia e due professionisti - sono state denunciate dalla Guardia di finanza per una truffa da oltre due milioni di euro che sarebbe stata commessa ai danni dello Stato e della Ue da una cooperativa nel settore zootecnico.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e violazione delle normative edilizia e urbanistica. I finanzieri hanno anche sequestrato un capannone industriale; le indagini sono state coordinate dal pm della procura di Bari Roberto Rossi.
Secondo quanto accertato dai finanzieri, una cooperativa di Castellana Grotte (Bari) attiva nel settore dell'allevamento di conigli ha beneficiato tra il 2000 e il 2002 di fondi co-finanziati dall'Unione europea per 700.000 euro, emettendo fatture false per un milione e 700.000 euro. In particolare, attraverso una società compiacente di Castellana Grotte del settore zootecnico controllata al 60% dalla cooperativa, il presidente di quest'ultima avrebbe annotato fatture false per 650.000 euro relative all'acquisto simulato di macchinari e alla costruzione di un capannone industriale.
Per ottenere i contributi la cooperativa avrebbe inoltre attestato, contrariamente al vero, che lo stabilimento era stato realizzato. Il capannone è risultato d'altro canto costruito abusivamente in una zona soggetta a vincolo paesaggistico.
Dalle indagini è emerso anche che la cooperativa, sempre tra il 2000 e il 2002, ha beneficiato di un altro contributo statale per un milione di euro sotto forma di credito d'imposta tramite la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti riguardanti la costruzione del capannone.

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