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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:15

Gabriele è arrivato a casa

Il fotoreporter salentino rapito in Afghanistan e per il quale l'Italia è stata giorni con il fiato sospseso è arrivato all'aeroporto di Brindisi. Il sottosegretario alla giustizia Alberto Maritati: «non è stato pagato un riscatto, ma è stato dato qualcosa per le popolazioni locali» • Una decina i sequestratori e almeno 4 le prigioni cambiate • Le prime parole arrivato ad Alessano: «Grazie, grazie»
BRINDISI - Gabriele Torsello è giunto all'aeroporto Papola di Brindisi a bordo del 'Falcon 900' dell'Aeronautica militare, lo stesso aereo con cui stamattina ha viaggiato dall'Afghanistan a Roma Ciampino. Ad accoglierlo sotto la scaletta dell'aereo c'erano la sorella Valentina, il sottosegretario alla giustizia Alberto Maritati, il prefetto di Brindisi, Mario Tafaro, il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti.
Il fotoreporter, dopo un lungo abbraccio con la sorella, è salito a bordo di un'automobile dei carabinieri per raggiungere Alessano.

MARITATI, NESSUN RISCATTO SOLO AIUTI PER POPOLAZIONE
Il sottosegretario alla giustizia Alberto Maritati, ha ribadito che «non è stato pagato un riscatto per la liberazione del reporter, ma è stata data qualcosa per le popolazioni locali».
Non ha però specificato se si tratta di denaro o di generi alimentari e medicinali.

STRISCIONE AD ALESSANO, «BEN TORNATO ZIO GABRIELE»
Dal pomeriggio, sulla ringhiera della villa del reporter Gabriele Kash Torsello ad Alessano, c'è un nuovo striscione. C'è scritto «Ben tornato zio Gabriele», ed è stato sistemato dai quattro nipoti del giornalista liberato dopo ventitrè giorni di sequestro in Afganistan. I nipoti sono Marcella, Alberto, Sara ed Alessandro. Sullo striscione è disegnato a più riprese il sole ed un vistoso cuore di colore rosso.

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