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Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:03

Bari - Corteo per un omicidio risolto

Migliaia di persone hanno sfilato con il sindaco Emiliano in memoria di Michele Lopez, ammazzato la notte di Halloween nel suo pub "Joice" (in corso Sonnino) durante un tentativo di rapina
omicidio al pub Joice di Bari BARI - Migliaia di persone hanno partecipato stamani a Bari a un
corteo silenzioso che si è snodato per le vie della città per ricordare Michele Lopez, di 41 anni, il titolare del pub Joice ucciso la notte di "Halloween" durante un tentativo di rapina.
Il presunto colpevole - Nicola Attolico, 43 anni - è stato arrestato grazie alle indagini della Squadra Mobile poche ore dopo aver ucciso Lopez con un colpo di pistola. Gli investigatori ed il sostituto procuratore inquirente hanno verbalizzato la sua ammissione di colpa. L'arma - una Magnum 357 - è stata recuperata.

Uno striscione - con lo slogan «no alla violenza» - ha aperto il corteo al quale hanno partecipato il sindaco di Bari, Michele Emiliano, con la fascia tricolore, e numerosi consiglieri comunali e regionali.
Tanti gli studenti che silenziosamente hanno sfilato in strada. Quando il corteo è entrato nel quartiere Madonnella, la zona dove ha sede il pub, i negozianti hanno abbassato le saracinesche in segno di lutto. «È questa - ha detto il sindaco Emiliano - una risposta forte della città, una iniziativa spontanea, fatta col cuore dalla gente».
La manifestazione era stata decisa in una riunione tenuta dai titolari dei pub della città che chiedono maggiori misure di sicurezza. Il corteo si è concluso al pub dove è morto Michele Lopez e dove è stata deposta una corona di fiori.
Davanti al pub Joice, nel piazzale della vicina chiesa di San Giuseppe, prima un lungo applauso e poi le note della canzone «The sound of silence» hanno salutato Michele Lopez. È stato un momento di grande commozione che ha segnato soprattutto i numerosi titolari di pub, amici di Michele, presenti all'iniziativa.
Davanti alla saracinesca del Joice, numerosi mazzi di fiori, biglietti e una grande scritta: «nessuno muore mai per davvero perché vive nel cuore».
Sul sagrato della chiesa ha parlato il sindaco: «Michele Lopez - ha detto - era un pezzo di questo quartiere e questo quartiere è un pezzo di Michele. La gente di Madonella, nonostante il dolore e la rabbia, sta lanciando alla città un messaggio di forza, di unità, un messaggio che non è di resa».
Un pensiero Emiliano lo ha voluto rivolgere anche a chi ha ucciso Michele: «il pericolo - ha detto - sta nel cuore di persone senza futuro che sono ovunque in questa città e chiedono risposte». «Chiedo alla città - ha concluso - di essere unita».
Ha poi parlato don Vito, il parroco della chiesa di San Giuseppe, che ha ricordato Michele Lopez, «uomo di relazioni, di dialogo, che sapeva stare insieme agli altri e che era disponibile verso gli altri». Il parroco ha concluso facendo appello alla «unità come valore di comunione reciproca». È stata poi la volta di uno studente e abitante del quartiere: «Michele - ha detto - era uno dei pochi che riusciva ad animare questa zona della città».
Infine i titolari dei pub. Gianni Del Mastro ha preso la parola a nome di tutti loro, che rappresentano - ha sottolineato - «una parte di mondo frastagliato, spesso in contrasto con quella parte di città che vede nei pub un motivo di fastidio». «Ci sentiamo tutti parte di questa città e del suo futuro e avvertiamo un clima di violenza e di intimidazione diffusa».
Del Mastro ha concluso auspicando che questo momento sia «un punto d'inizio» e che «tutte le forze sane, soprattutto la politica, concorrano insieme per una città che abbia un futuro migliore».

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