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Lunedì 25 Settembre 2017 | 03:00

Foggia - «Giusy aveva molti soldi»

A parlare l'ex fidanzatino diciassettenne di Giusy Potenza, la ragazzina di 15 anni uccisa a Manfredonia. Le due giovani donne arrestate per induzione alla prostituzione: «siamo innocenti»
FOGGIA - «Un po' tutti avevamo notato che Giusy aveva una disponibilità economica maggiore della nostra, ma non ho mai saputo da dove provenissero i soldi». E' quanto ha detto ai giudici l'ex fidanzatino diciassettenne di Giusy Potenza, la ragazzina di 15 anni uccisa a Manfredonia il 12 novembre del 2004 da Giovanni Potenza, procugino della vittima e reo confesso del delitto per il quale è stato condannato a 30 anni di reclusione.
L'ex fidanzatino di Giusy è stato ascoltato oggi dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Foggia nel corso del processo a Sabrina Santoro, di 25 anni, e di Filomena Mangini, di 20, accusate di aver indotto alla prostituzione la loro amica Giusy.
Il diciassettenne ha affermato di aver conosciuto Giusy circa quattro anni fa e che la stessa era rimasta nella sua stessa comitiva fino al marzo del 2004. L'ex fidanzatino ha anche spiegato che la vittima non era ben vista nella comitiva perchè subiva la gelosia di alcune sue coetanee che la accusavano di avvicinare troppo i fidanzati delle altre amiche. Il minorenne, rispondendo ad una domanda specifica, ha però spiegato di non aver «mai visto Giusy insieme alle due imputate».

LE DUE AMICHE, «SIAMO INNOCENTI»
Sabrina Santoro e Filomena Rita Mangini le due ragazze di Manfredonia accusate di aver indotto alla prostituzione Giusy si continuano a professare innocenti. Anche oggi alla ripresa del processo. Entrambe, amiche di Michela la sorella maggiore di Giusy, furono arrestate il 6 maggio di due anni fa con l'accusa di induzione e favoreggiamento alla prostituzione. Secondo gli investigatori le ragazze avrebbero proposto a Giusy di avere rapporti sessuali a pagamento con sconosciuti per poi dividersi i proventi dell'attività. Inoltre, sempre secondo la tesi dell'accusa, erano le due imputate a prendere i contatti con i presunti clienti della quindicenne. Le due ragazze, che questa mattina erano in aula, si sono sempre dette innocenti ed estranee ai fatti.

Oggi al processo avrebbe dovuto testimoniare anche Giovanni Potenza, non tradotto dal carcere di Lecce, che è stato citato per l'udienza del 18 gennaio prossimo quando sarà ascoltata anche Maria Michela Rignanese, zia materna di Giusy.

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