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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:28

Sparatoria in Afghanistan, paura ad Alessano

La famiglia di Gabriele Torsello era stata avvertita dalla Farnesina delle voci che circolavano a Kabul circa un conflitto a fuoco tra i rapitori del fotoreporter salentino e militari
BARI - La famiglia Torsello era stata avvertita dalla Farnesina delle voci che circolavano a Kabul circa le sorti di Gabriele, il freelance sequestrato in Afghanistan. Lo ha detto la sorella minore di Gabriele, Valentina, in un brevissimo incontro con i giornalisti.
Il Corriere della Sera riporta oggi voci raccolte a Kabul che parlano di un conflitto a fuoco tra i rapitori di Gabriele e militari dell'esercito afgano, nel quale anche il reporter salentino potrebbe essere rimasto coinvolto.
Per tutta la mattinata di oggi la famiglia Torsello è rimasta asserragliata in casa. Porte e finestre chiuse, telefoni fissi e cellulari irraggiungibili. Poi il breve incontro.
Valentina è scesa in tarda mattinata insieme con la madre, il padre, una delle sue sorelle e la moglie di Gabriele, Silvia, che da qualche giorno si è trasferita ad Alessano per stare accanto alla famiglia. Tutti avevano i volti un po' tirati.
«La Farnesina - ha detto Valentina - già da due giorni ci aveva avvertito delle voci che circolavano a Kabul. Ci hanno assicurato che loro continuano a lavorare. Ci sentiamo quotidianamente con la Farnesina».
E' stato inutile fare domande. Dopo questa breve comunicazione i familiari di Gabriele hanno salutato i cronisti e sono tornati in casa. Ma attorno a loro non si allenta l'abbraccio e la solidarietà della gente del Salento e della Puglia.
Sull'inferriata che circonda l'edificio in cui abitano sono ancora appese decine di magliette lasciate lì dai podisti che ieri hanno percorso 22 chilometri da Taurisano ad Alessano per portare il loro messaggio di solidarietà alla famiglia di Gabriele.
Manifestazioni di ogni tipo e sempre più frequenti. Domenica prossima nella stessa Alessano alle 10, in piazza don Tonino Bello, ci sarà un incontro pubblico al quale parteciperanno il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, e sindaci di diversi comuni salentini. L'incontro dovrebbe concludersi con l'approvazione di un documento-appello per la liberazione di Gabriele.

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