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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:35

Teatro - A Terlizzi riapre il Millico prima del restauro

L'antico teatro , che prende il nome dal celebre soprano terlizzese che conquistò col bel canto le corti europee di fine Settecento, è chiuso da oltre trent'anni e per un giorno potrà essere visitato
TERLIZZI (BARI) - In occasione dell' avvio del secondo lotto dei lavori di restauro, domenica prossima 5 novembre, sarà possibile visitare il Teatro Millico a Terlizzi. Nel darne notizia un comunicato informa che, per l'occasione, sono state organizzate alcune manifestazioni. L'antico teatro di Terlizzi, che prende il nome dal celebre soprano terlizzese che conquistò col bel canto le corti europee di fine Settecento, è chiuso da oltre trent'anni e per un giorno potrà essere visitato soprattutto dalle giovani generazioni che non lo conoscono.
Domenica è prevista - ricorda una nota - l'esibizione delle bue bande cittadine: A.Gisonda diretta da Pasquale Gisonda e Vito Giuseppe Millico diretta dal maestro Rino Campanale; a mezzogiorno concerto aperitivo con uno dei maggiori interpreti della musica barocca, Michele Visaggi, che suonerà un clavicembalo del Settecento e insieme con Massimo de Bonfils (violino) e Sofia Ruffino (violoncello), proporrà musiche di Albinoni, Corelli e Vitali. Nel pomeriggio ancora concerti di bande e performance teatrali di Michele Santeramo e Giorgio Vendola dal titolo Recensioni, e in serata il concerto lirico 'Viva le donne viva il buon vinò con il soprano Simona Di Capua accompagnata al pianoforte dal maestro Christian Ugenti.

I lavori del secondo lotto riguardano - è sottolineato nella nota - il completamento delle opere edili e l'impiantistica per una spesa complessiva di (1.067.656 finanziati in parte dal Comune di Terlizzi e in parte dallo Stato nell'ambito dell'Accordo di programma quadro Beni ed Attività Culturali sottoscritto dal Ministero per i beni e le attività culturali, dal Ministero dell' economia e delle finanze e dalla Regione Puglia. Per i lavori edili saranno realizzate le rifiniture interne di palchi e platea, dei locali di ingresso (biglietteria, guardaroba, caffetteria) e dei camerini, la pavimentazione del foyer. Per l'impiantistica i lavori riguarderanno: la climatizzazione, le reti idriche e di scarico, gli impianti elettrici compresi quelli speciali (antintrusione, diffusione sonora, rilevazione incendi). Da questa tranche dei lavori, sono esclusi gli impianti e gli allestimenti specialistici di scena, oggetto del 3° stralcio che riguarderà anche la pavimentazione di platea e palcoscenico, gli arredi, il restauro del grande scenario, ecc. Per i lavori del 3° e ultimo lotto si prevede un importo di lavori pari a circa (2.000.000 di euro).

A Terlizzi gli spettacoli teatrali nel corso dei secoli sono stati presentati nel palazzo dell'arciprete, in quello della famiglia Paù e negli ampi spazi interni al Castello. Nel XIX secolo fu edificato il teatro, che ebbe anche la funzione di casa comunale, su un progetto dell'architetto Nicola Scodes (1836), sul luogo dei vecchi mulini detti centimoli. Nel maggio del 1829 - ricorda la nota - il Sottointendente di Barletta, in un rapporto stilato dopo una sua visita a Terlizzi, aveva biasimato lo stato della sala teatrale presso l'antico castello definendola «una stalla che minaccia rovina», ed auspicato per il pubblico terlizzese un teatro «assai pulito e civile» degno di tale nome. I lavori del Palazzo di Città furono conclusi nel 1845 quando vi si trasferirono gli uffici e le funzioni di rappresentanza sino ad allora alloggiati nell'ex complesso conventuale dei Minori Osservanti.
Per il Teatro bisognerà invece attendere il 1870 - e l'interessamento di Michele De Napoli, allora sindaco della città - per un nuovo progetto firmato dall'architetto napoletano Giovanni Castelli. Nel 1877 venivano eseguiti dallo scenografo napoletano Palmiotti la decorazione a stucco e la pitturazione del soffitto. In quell'anno giungeva anche il grande sipario, opera del Di Giacomo, raffigurante Ferdinando I d'Aragona a Terlizzi. Nel 1878 il Teatro è perfettamente funzionante e il sindaco dell'epoca, Barile, scrisse «abbiamo completato e aperto al pubblico spettacolo il teatro comunale ed è l'ammirazione di quanti forestieri lo visitano. Il teatro non è opera voluttuaria e lussuriosa, ma segnacolo di civiltà e di cultura».
L' edificio subì gravi danni durante la seconda guerra mondiale quando, requisito, fu in balia delle truppe di occupazione. Subito dopo la guerra, la sala subì ulteriori danni con una ristrutturazione e l'adeguamento a cinema - siamo al 1964 - che mutarono completamente la fisionomia interna originaria.

Il teatro è intestato a Vito Giuseppe Millico che nacque a Terlizzi nel 1737. Dopo aver appreso i rudimenti del canto a Terlizzi, si perfezionò nel Conservatorio di Napoli. Soggiornò a lungo in Russia (1758-1769) tanto da avere l'appellativo di moscovita. Nella sua carriera cantò nei più importanti teatri lirici italiani(Roma, Napoli, Venezia, Firenze) e d'Europa (oltre Mosca, Vienna, Parigi, Berlino). Nel 1769, nel ruolo di protagonista, cantò al Ducale di Parma nelle opere Le feste di Apollo e Aci e Galatea di Gluck che lo volle con se a Vienna e poi a Parigi dove interpretò Orfeo, capolavoro del compositore tedesco. Chiamato a Napoli, a Corte, nel 1786 come insegnante di canto e direttore della Cappella Reale, continuò ad insegnare fino al 1797 quando divenne cieco. Morì a Napoli nel 1802.

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