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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:25

Nucleare / Iran - Nel Golfo Persico manovre dissuasive con "attori" pugliesi

Simulato l'abbordaggio di un mercantile carico di tecnologia proibita a Teheran dall'Onu, sotto il comando di due unità italiane partite da Taranto e con i fucilieri del Battaglione San Marco (Brindisi)
Marines Battaglione San Marco MANAMA (Bahrein) - Forze navali di diversi Paesi - sotto il comando italiano e su iniziativa "politica" degli Stati Uniti - sono state impegnate in un'esercitazione nel Golfo, al largo della costa nordest del Bahrein e non lontano dall'Iran, per sperimentare e promuovere la capacità di lottare contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, specie nucleari, e il loro trasporto. Lo ha reso noto la Marina militare Usa.

L'esercitazione è stata svolta dalle unità della "Task Force 152", flotta multinazionale attiva nel Golfo Persico, comandata dal contrammiraglio italiano Emilio Foltzer. La centrale di comando e controllo delle operazioni era a bordo della nave "Etna"; ha partecipato alle manovre anche il pattugliatore d'altura "Comandante Foscari", comandato dal capitano di fregata Giuseppe Rapese, 39 anni, di Taranto. Entrambe le unità salparono dalla base navale pugliese nel giugno scorso.

«Hanno partecipato all'esercitazione forze navali e personale incaricato del mantenimento dell'ordine di Australia, Bahrein, Francia, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti», afferma un comunicato della Quinta Flotta americana, di base a Bahrein. Secondo il comunicato, tali manovre, svoltesi ieri, hanno costituito la «parte navale» di un'esercitazione organizzata nell'ambito dell'Iniziativa Usa di sicurezza contro la proliferazione (Psi), che intende «rispondere alla sfida crescente posta dalle armi di proliferazione di massa».
«Il messaggio è chiaro: i Paesi responsabili non si terranno in disparte mentre gli autori della proliferazione eludono i loro obblighi internazionali», ha detto ai giornalisti l'ambasciatore americano in Bahrein. «I Paesi responsabili non esiteranno a negare un rifugio sicuro agli autori della proliferazione», ha aggiunto. All'esercitazione hanno partecipato, con uomini e mezzi navali, Stati Uniti, Italia, Francia, Gran Bretagna, Australia e Bahrein. Altri Paesi - tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan e Corea del sud - hanno inviato osservatori.
Le manovre sono le prime del genere nel Golfo, e il Bahrein, Paese che ospita la Quinta Flotta Usa, è l'unico Stato arabo del Golfo ad avervi svolto un ruolo attivo.

Nell'esercitazione, militari italiani (assaltatori del Battaglione San Marco, l'unità d'assalto di base a Brindisi, in Puglia) e del Bahrein hanno perquisito, a circa 20 miglia dalle acque territoriali iraniane, una nave della Marina militare britannica, che simulava un cargo che trasportava detonatori nucleari. A bordo di gommoni, i soldati italiani e del Bahrein hanno inseguito e abbordato la "Brambleleaf". Saliti a bordo, si sono divisi in due gruppi: uno, armato di mitra, teneva a bada l'equipaggio, mentre l'altro cercava i detonatori.
Alla vigilia delle manovre, il comando della Marina iraniana aveva avvertito che le navi da guerra americane in movimento nel Golfo sarebbero state oggetto della sorveglianza di Teheran.
«Se vogliono minacciare la Repubblica islamica d'Iran, siamo in grado di dominarli (...) la Marina iraniana non teme tali minacce e controlla totalmente il nemico», aveva detto l' ammiraglio Sajad Kushaki, citato domenica dalla stampa iraniana.

Nei giorni scorsi le unità navali sono state impegnate nella difesa preventiva di una delle maggiori raffinerie di petrolio e terminal dell'Arabia Saudita, a Ras Tanura. Secondo fonti di intelligence poteva essere imminente un attacco terroristico.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu sta mettendo a punto un progetto di risoluzione che imponga sanzioni a Teheran per aver ignorato la sua richiesta di sospendere, entro il 31 agosto scorso, le attività di arricchimento dell'uranio per il programma nucleare iraniano, che Stati Uniti e Occidente sospettano avere obiettivi militari.

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