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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:42

Droga - Retata nel Tarantino: 23 arresti

Operazione "Wireless", coordinata dal Tribunale del capoluogo jonico. Per la Polizia, nell'organizzazione, che aveva ramificazioni nel Salento, anche parenti di boss della "Sacra corona"
Volante della Polizia TARANTO - Ci sono anche il nipote e il genero di due personaggi di spicco della Sacra corona unita fra le 23 persone arrestate dalla Polizia in un'operazione antidroga compiuta nel versante orientale della provincia di Taranto, con diramazioni nel Salento. Si tratta di Mauro Bembi, di 28 anni, nato a Francavilla Fontana (Brindisi) e residente a Sava (Taranto), nipote di Bruno Bembi, pregiudicato di Oria (Brindisi) ed elemento noto nella Scu, e Alessandro D'Amicis, di 27, di Cisternino (Brindisi) ma residente a Manduria (Taranto), genero del boss manduriano della Scu Vincenzo Stranieri, attualmente in carcere e sottoposto al regime del '41 bis'. Delle 23 persone arrestate su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino e richiesta dal pm Matteo Di Giorgio, 17 sono state trasferite in carcere mentre una ha beneficiato degli arresti domiciliari; a cinque indagati l'ordinanza è stata notificata in carcere perchè già detenuti. Resta latitante un uomo che avrebbe svolto il ruolo di fornitore di eroina e cocaina sull'asse brindisino Torre Santa Susanna-Oria. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di concorso in traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati dal questore di Taranto, Eugenio Introcaso. L'inchiesta è durata poco più di un anno, dal febbraio 2004 al marzo 2005, ed ha permesso di scoprire tre gruppi malavitosi che smerciavano droga partendo dall'arresto di alcuni piccoli spacciatori. Il primo gruppo, secondo la Polizia, faceva capo al pregiudicato Pietro De Gaetani, di 41 anni, di Oria e operava nei territori di Torre Santa Susanna e Oria; il secondo, guidato dal pregiudicato Damiano Daggiano, di 32 anni, di Manduria (che è stato arrestato a Riccione dove si trovava per motivi di lavoro), si muoveva sul territorio manduriano; il terzo gruppo, riconducibile ad Annamaria D'Adamo, di 34 anni (prima legata al gruppo di Daggiano e poi messasi in proprio), operava nel territorio di Maruggio (Taranto), paese d'origine della donna. La droga, prima che venisse venduta a Manduria, transitava per i comuni di Torre Santa Susanna, che era la zona di smistamento, Oria, Roccaforzata (Taranto), Maruggio e Manduria. A Roccaforzata il punto di riferimento era Luigi Guarini, di 39 anni, tarantino. Per non destare sospetti, secondo quanto accertato dalla Polizia, gli indagati parlavano al cellulare con un linguaggio cifrato, facendo riferimento ad attrezzature tipo estrattori (indicavano i soldi da pagare per avere la droga) e cavi (per indicare la sostanza stupefacente). Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato, in casa di uno degli arrestati, una pistola scacciacani modificata e un bilancino di precisione.

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