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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:36

Musulmani in piazza: «liberate Gabriele»

Il presidente dell'Ucoii ha organizzato ad Ancona una manifestazione per la liberazione del fotoreporter rapito in Afghanistan • Domenica un sit-in ad Alessano per «Kash libero»
Sequestro Torsello - In campo il calcio italiano ANCONA - Giornata di mobilitazione dell'Ucoii, oggi ad Ancona, per Gabriele Torsello, il fotoreporter italiano rapito in Afghanistan il 14 ottobre scorso, con un appello lanciato in italiano e in arabo dalla compagna austriaca del freelance Silvia e dal presidente dell'Ucoii Mohamed Nour Dachan.
Un appello con cui l'Ucoii chiede la liberazione «senza condizioni» di Torsello e la sua compagna - minuta, grandi occhi chiari e voce tremante, accompagnata dal figlioletto di quattro anni - implora i rapitori di far tornare Gabriele dalla sua famiglia, perché lui è «un uomo vero e trasparente», che «ama l'Afghanistan», dove è andato «per dare voce a chi non ha voce» e per far conoscere le sofferenze di quel popolo. Il messaggio dovrebbe essere trasmesso questa sera da Al Jazira. Ma di Torsello - ha ricordato Dachan - si è parlato anche ieri, nelle moschee dell' Ucoii, durante il tradizionale sermone del venerdì e in un altro appello lanciato tramite l'emittente satellitare Hurra. E al fotoreporter è stata dedicata un' altra manifestazione dell'Ucoii a Vicenza.
L'Unione delle Comunità Islamiche, dopo le polemiche dei mesi scorsi per l'inserzione su un quotidiano in cui paragonava le vittime dei Libano a quelle dei campi di sterminio nazisti, torna così in prima linea per gli italiani rapiti all'estero. Ad Ancona, nella tenda di fine Ramadan allestita nel centro città e decorata con foto di Torsello con lo slogan «Liberate Gabriele, liberate Kash (il nome da convertito all'Islam del fotoreporter - n.d.r.)», c'è stato anche l'abbraccio tra il padre del freelance, Marcello, e Angelo Stefio, padre di Salvatore, l'addetto alla sicurezza rapito in Iraq nell'aprile 2004 con tre colleghi e successivamente liberato. Uno di loro, Fabrizio Quattrocchi, fu ucciso dopo pochi giorni dai sequestratori. Stefio, ex carabiniere, si è presentato con la bandiera tricolore che fu un po' la sua «divisa» durante i giorni del sequestro e che da allora sventola dal balcone della sua casa. «Spero che sia di buon auspicio» ha detto, ricordando che Salvatore è poi tornato a casa e invitando la famiglia Torsello «ad affidarsi alle istituzioni, allo Stato. Io sono orgoglioso di essere italiano». E Dachan ha portato messaggi di solidarietà della giornalista Giuliana Sgrena e dell'operatrice umanitaria Susanna Torretta, per la cui liberazione si mobilitò l'Ucoii.
Provata dalla stanchezza e dall'emozione, con la mano stretta in quella del suocero e il bimbo, che si chiama Gabriele come il padre, al fianco, Silvia non ha voluto aggiungere altro, a parte la precisazione che l'appello intende sensibilizzare gli afghani.
Un altro appello è stato lanciato, da Alessano (Lecce), dalla madre di Gabriele, Vittoria Augenti, dopo quello di ieri trasmesso su Al Jazira. «Liberatelo. Non ci possono essere ripensamenti - ha aggiunto - hanno avuto 15 giorni per informarsi, conoscerlo di persona. È giunto il momento di lasciarlo. Non c'è alcun motivo per tenerlo ancora lì. È un loro fratello, è mio figliò». E da Ancona le ha fatto eco il marito, accompagnato da tre cugini: «Se potessi parlare a chi lo ha rapito direi "lasciatelo stare, avete fatto un grosso errore. Gabriele è uno di voi, uno che ama il vostro popolo. Ed è venuto da voi soprattutto per far conoscere la vostre vicissitudini"».
Molta gente di passaggio ha lasciato firme e dediche, tra cui alcuni dei no global che hanno partecipato ad una manifestazione contro Quadrilatero, inceneritori, e raffineria Api, promossa dalla Rete No Pav e dai centri sociali. In serata sono arrivati anche un infermiere di Emergency, che era con Gabriele in Afghanistan e il sindaco di Ancona.
Numerose oggi le iniziative e gli appelli per Torsello: solidarietà è stata espressa dal Forum Europeo della Donna Musulmana e la la sua liberazione è stata chiesta dagli studenti di Cascina (Pisa) con l'assessore regionale toscano Massimo Toschi e da don Luigi Ciotti, durante il Campus di Montecatini. E i giocatori di calcio di serie A e B in questo fine settimana stanno scendendo in campo con la scritta «Liberate Gabriele Torsello» sulle maglie.
Alessandra Massi

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