Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 13:02

Lella e la sua scommessa vinta

Una impresa di compostaggio nel comune di Laterza, avviata grazie alla testardaggine di una giovane coppia e un finanziamento che sembrava impossibile, contro quanti dicevano: «lasciate perdere»
Progeva«Un imprenditore è tale se pensa al suo lavoro 24 ore su 24». Lella Miccolis ha 37 anni è una biologa di Noci ed insieme al marito Marino Mongelli suo coetaneo, perito chimico industriale di Alberobello, ha appena avviato nel comune di Laterza in provincia di Taranto la Progeva srl, che è un impianto di produzione di fertilizzanti organici mediante compostaggio; in pratica si occupano di rifiuti che attraverso celle statiche vengono trasformati in compost, che è poi confezionato ed avviato alla vendita.
«Dopo la mia laurea in Biologia, nel 97-98 ho seguito un corso post-laurea sulla gestione dei rifiuti - racconta Lella - avevo voglia di costruire qualcosa che potesse soddisfarmi, un lavoro mio. Né io, né quello che poi sarebbe diventato mio marito, abbiamo alle spalle famiglie di imprenditori o facoltose, ma questo non ci ha scoraggiato. Abbiamo iniziato a girare per fiere specializzate e nel 1999 a Rimini negli stand di 'Ricicla' (che attualmente si chiama Ecomondo e per il 2006 è in programma sempre a Rimini dall'8 all'11 novembre, ndr.) abbiamo visto una dimostrazione di lombricompostaggio, in pratica la produzione di compost da attività intestinale dei lombrichi. Abbiamo iniziato a studiare la possibilità di avviare un impianto, solo che dalle prove fatte ci siamo resi conto che non c'erano spazi reali, a livello di produzione familiare può andare, ma se ci si vuole muovere su scala industriale le cose cambiano e gli investimenti non si riescono ad ammortizzare».
Lella e Marino comprano alcuni lombrichi californiani (red worms) ma dai test effettuati gli animali non riescono a produrre compost a sufficienza per le necessità di un'azienda e se sforzati con una alimentazione forzata, muoiono.

«Ma intanto l'idea di quello che volevo fare è avviata - spiega Lella - l'insuccesso iniziale mi da la forza di continuare. Nel 2000 presento una domanda a Sviluppo Italia per accedere ai finanziamenti ed avviare un'azienda di compostaggio a norma dell'ex legge 95/95 che finanziava le nuove imprese di giovani in ambito agricolo, il business plan viene accettato nonostante l'importo richiesto sia ingente: 5 miliardi di vecchie lire».
Quando Lella racconta il tono della voce e gli occhi le si illuminano, dimostrando l'entusiasmo per un'avventura voluta con tutta se stessa. Per la sua idea d'impresa è partita dalla tradizione contadina, per arrivare con prove e tecnologie ad avviare un'azienda altamente innovativa e dove il rispetto per l'ambiente è al primo posto. «Con Marino abbiamo dovuto penare per quasi 5 anni prima di avere il capitale necessario: nel 2001 i finanziamenti vengono bloccati per mancanza di fondi, poi le difficoltà burocratiche per tutte le autorizzazioni necessarie e contemporaneamente portare avanti i rispettivi lavori da dipendenti che comunque avevamo, io presso un laboratorio di analisi e Marino in un'azienda farmaceutica, altrimenti come potevamo andare avanti?».

La scelta di avviare l'impianto di compostaggio a Laterza non è casuale: il comune è all'interno del sistema murgiano, che può vantare tra i più grandi patrimoni bovini di Puglia. E il letame animale è proprio la materia prima indispensabile per produrre il compost organico, insieme ai rifiuti di mercati e mense, il materiale di risulta dalla pulizia delle aree verdi e i rifiuti organici da raccolta differenziata fatta porta a porta.
«Laterza è stato un comune dove abbiamo trovato persone straordinarie che ci hanno aiutato, l'unico che ci ha aperto le porte e insieme alla società Murgia sviluppo abbiamo potuto materialmente avviare l'attività. Tutti ci dicevano 'lasciate perdere' e di momenti duri ne abbiamo passati tanti, ci dicevano che i finanziamenti che avevamo chiesto erano tantissimi, che noi eravamo figli di nessuno, ma io non potevo arrendermi».
La Progeva è un impianto di compostaggio di modernissima concezione, dotato di tutti i presidi per la salvaguardia dell'ambiente, si estende su una superficie di 29.000 mq di cui 3.400 coperti, al momento tratta circa 30mila tonnellate annue di rifiuti organici per produrre 40mila tonnellate di compost miscelato e confezionato, già pronto per la vendita. Nel prossimo futuro l'impianto chiederà la certificazione e la tracciabilità del prodotto finale, ad ulteriore garanzia e rispetto nei confronti del territorio dove l'azienda opera.

Otto mesi fa a Lella e Marino è nata la piccola Anna, la responsabilità e la voglia di riuscire si raddoppia.
«Ho lavorato sino al nono mese di gravidanza e 10 giorni dopo la nascita di Anna ero già fuori casa. Quando avevo il pancione dopo una giornata di lavoro duro, accarezzavo la mia bambina e le dicevo 'abbi un po' di pazienza, Anna, lo so che la tua non è una mamma normale'». Si commuove un po' Lella a raccontare la sua vita, ma l'orgoglio e l'energia hanno il sopravvento: «Sono un'imprenditrice e l'azienda che ho avviato è la mia vita, il mio tempo, l'energia e tutti i miei sforzi. In questo campo mi devo continuamente tenere aggiornata, investire. La mia bambina sarà fiera di me e di suo padre».
Rita Schena

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione