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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:49

Crack Comune Taranto: l'Amiu nel mirino della Digos

Gli agenti hanno acquisito atti relativi al bilancio 2005 dell'azienda municipalizzata di igiene urbana che, l'11 ottobre scorso, ha incamerato beni del Comune per 64,5 milioni €
TARANTO - Gli agenti della Digos della questura di Taranto hanno acquisito oggi negli uffici dell'Amiu gli atti relativi al bilancio 2005 dell'azienda municipalizzata di igiene urbana. L'acquisizione è stata disposta dal sostituto procuratore presso il tribunale di Taranto Remo Epifani che ha aperto una inchiesta, ipotizzando il reato di falso, sulla base di una segnalazione giunta in tal senso dal consiglio di amministrazione dell'Amiu. Al momento non risultano esserci indagati.
A quanto si è appreso, l'inchiesta sarebbe in qualche modo collegata a quella, condotta dallo stesso pm, sul deficit accumulato negli ultimi anni dal Comune di Taranto, che la scorsa settimana ha portato alla dichiarazione di dissesto finanziario da parte del commissario straordinario. L'inchiesta sul deficit di bilancio del Comune è già chiusa e vede indagate 33 persone (26 ex amministratori tra cui l'ex sindaco Rossana Di Bello, un dirigente comunale e sei ex revisori dei conti) accusate a vario titolo di falso ideologico e falso per induzione, quest'ultimo in relazione al voto favorevole a maggioranza espresso dai consiglieri comunali in aula.
L'11 ottobre scorso l'assemblea straordinaria dell'Amiu spa aveva proceduto alla ricapitalizzazione dell'azienda, resasi necessaria per i debiti accumulati. La ricapitalizzazione era consistita nel trasferimento di beni dal Comune all'Amiu. Si tratta degli impianti di termovalorizzazione, di selezione dei materiali rivenienti dalla raccolta differenziata e dell'inceneritore dei rifiuti cimiteriali, per un valore complessivo di circa 64 milioni e 500mila euro.

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