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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:58

Malavita a Bari, in 208 alla sbarra

L'udienza preliminare ai presunti affiliati al clan Strisciuglio (157 dei quali detenuti), si svolgerà nella palestra del carcere di Trani il prossimo 27 ottobre
BARI - Comincerà il 27 ottobre prossimo nella palestra del carcere di Trani (Bari), tra straordinarie misure di sicurezza, l'udienza preliminare a 208 imputati (157 dei quali detenuti) ritenuti dalla Dda di Bari appartenenti al potente clan mafioso barese degli Strisciuglio, egemone in molti rioni cittadini (Bari vecchia, Carbonara, Ceglie del Campo, San Girolamo, Enziteto e Libertà).
L'udienza, che sarà presieduta dal gup Anna Rosa De Palo, si svolge a Trani, a circa 50 chilometri dal capoluogo barese, perchè in città non esiste un'aula giudiziaria in grado di ospitare tanti detenuti. Un 70% degli imputati - secondo stime della Procura - ha già avanzato richiesta di processo con rito abbreviato (e qualcuna di patteggiamento) che consente di ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena di un terzo.
Al termine delle indagini dei carabinieri del reparto operativo di Bari, nel gennaio scorso, la magistratura barese emise 182 provvedimenti di arresto nei confronti di altrettanti indagati accusati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, due omicidi (di Antonio Caporusso, Bari 22 ottobre 1998; e di Savino Barbetta, Bari 23 ottobre 1998), due tentativi di omicidio, estorsioni, contrabbando di sigarette e concorso esterno in associazione mafiosa.
Le indagini svelarono che i capiclan (tra cui Domenico Strisciuglio, Carlo Alberto Baresi, Vito De Antonis, Vito De Felice, Lorenzo Caldarola) si avvalevano di bambini di 10-11 anni a cui affidavano il compito di custodire armi e di spacciare droga perchè non erano punibili. I piccoli venivano poi addestrati dal clan a compiere agguati perchè in caso di condanna la pena che avrebbero dovuto scontare in carcere sarebbe stata abbastanza mite, vista la loro giovane età.
Fu proprio nell'ambito della guerra tra Strisciuglio-Di Cosola e Capriati che furono uccisi per errore due ragazzini baresi di 15 anni che erano per strada per caso: Michele Fazio (Bari vecchia, 12 luglio 2001) e Gaetano Marchitelli (rione Carbonara, 2 ottobre 2003). Dagli atti dell'indagine istruita dal pm inquirente, Desirè Digeronimo, emerge anche il ruolo «fondamentale» che avevano le donne che ricevevano quote settimanali comprese tra i 150 e i 6.000 euro per far fronte alle spese degli affiliati detenuti e per portare all'esterno del carcere gli ordini dei boss. Un capitolo a parte merita la vita tutt'altro che dura che affiliati al clan Strisciuglio conducevano nel carcere di Bari dove ricevevano involucri di droga (lanciati dai palazzi vicini) e dove pestavano i propri rivali e coloro che non volevano affiliarsi alla loro organizzazione.
Dal carcere, inoltre, venivano commissionati - secondo l'accusa - gli omicidi. Uno di questi fu quello sventato qualche tempo fa dai carabinieri davanti al nuovo palazzo di giustizia di Bari. In occasione del mercato rionale del lunedì "vedette" del clan Strisciuglio (camuffati con parrucche da donna) si confusero tra la gente per indicare ai sicari l'imminente arrivo della persona da assassinare, un affiliato ai Capriati. Per l'occasione i killer nascosero nel vicino cimitero mitragliette e pistole con le quali dovevano compiere l'agguato. Fu l'immediato intervento di circa 70 militari, appostati anche sui tetti di alcuni palazzi, ad impedire ai sicari di entrare in azione.

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