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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:12

Un mausoleo per i libici alle Tremiti

In memoria di quelli che lì furono sepolti negli anni 1911 e 1912. Sergio Divina (Lega): Non mi risulta ci sia in territorio libico un monumento al lavoro italiano in quel Paese
ROMA - In seguito agli accordi italo-libici del 4 luglio 1998 e 5 agosto 1999, l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente ha promosso la progettazione e la realizzazione di un Mausoleo commemorativo nell'Isola di San Nicola, intorno ai luoghi di sepoltura dei libici deceduti nelle Isole Tremiti negli anni 1911 e 1912, che erano stati costretti ad allontanarsi dal proprio paese. Il mausoleo verrà inaugurato giovedì 26 ottobre nel corso di una manifestazione commemorativa organizzata dall'Ambasciata libica di Roma. Una delegazione di 30-40 parenti delle vittime giungerà dalla Libia - informa una nota del Comune di Isole Tremiti - per presenziare all'inaugurazione del Mausoleo. L'Amministrazione comunale parteciperà all'evento.
Furono circa quattrocento i libici deportati nell'arcipelago pugliese, dove furono costretti a vivere in condizioni di assoluta indigenza e dove perirono a causa di un'epidemia.
Il Mausoleo si coniuga con gli elementi della natura: il vento, il cielo, la terra e la vegetazione e con materiali naturali (legno e pietre) o trasformati dall'uomo, come ferro e rame.

DIVINA (LN): PERCHE' NON C'E' IN TERRITORIO LIBICO UN MONUMENTO AL LAVORO ITALIANO IN QUEL PAESE? QUESTO E' MONUMENTO CHE PIACE A LIBICI E AI CLANDESTINI
«E' alquanto singolare e stravagante un monumento sulle nostre isole in ricordo dei libici deceduti dopo la guerra del 1911. Non mi risulta ci sia in territorio libico un monumento al lavoro italiano in quel paese nè tanto meno un simbolo che ricordi la cacciata, dalla mattina alla sera, di tanti nostri connazionali». E' quanto afferma, in una nota, il capogruppo della Lega in commissione Difesa del Senato, Sergio Divina. Quest' ultimo fa riferimento alla notizia della inaugurazione di un Mausoleo Libico nell' isola San Nicola delle Tremiti.
«Questo monumento delle Tremiti - sostiene Divina - viene a seguito degli accordi italo-libici del 1998 e del 1999, guarda caso con governi di centrosinistra. Una domanda a D'Alema, ora ministro degli esteri e allora capo del governo: quanti clandestini sono partiti dalle coste libiche per approdare nel nostro paese dal 1999? Al ministro degli esteri non dispiace prendere sottobraccio esponenti del governo hezbollah o fumare il narghilè nella tenda del Colonnello». «Questo monumento - conclude Divina - può far piacere alla comunità libica e ai clandestini in Italia, ma non fa certo piacere ai tanti italiani onesti cacciati da Gheddafi nel 1969».

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