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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:07

Gravina - «Ciccio e Tore sono vivi»

Rivelazione dell'avvocato Rino Vendola - sindaco della città pugliese - in una lettera alla "Gazzetta del Mezzogiorno". «I due bimbi scomparsi dal 5 giugno scorso stanno bene e sono in Romania. Ma le indagini sono bloccate»
Gravina in Puglia - Francesco e Salvatore Pappalardi GRAVINA IN PUGLIA (Bari) - Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di Gravina in Puglia scomparsi dal 5 giugno scorso, «sono vivi ed in buona salute» e sono stati portati in Romania. Ne è convinto il sindaco di Gravina, Rino Vendola, che in una lettera inviata al direttore della "Gazzetta del Mezzogiorno", e pubblicata anche dal "Corriere della Sera", denuncia il fatto che a questa certezza sono arrivati due carabinieri in servizio presso la stazione di Gravina e ai quali «sarebbe stato inibito di continuare nelle ricerche-indagini».
Vendola non precisa chi avrebbe fatto bloccare le indagini, si limita a dire di avere appreso queste circostanze da una fonte riservata. I due carabinieri, scrive Vendola, «avrebbero accertato inequivocabilmente che i due fratellini si troverebbero in Romania, prelevati da un personaggio e successivamente passati nelle mani di altri».
Vendola vuole scongiurare il rischio che sulla vicenda cali l'attenzione. «Come sindaco di questa città - dice tra l'altro - ho doveri di attenzione continua. Non possono sparire nel nulla due bambini italiani. A questo punto - afferma ancora - se c'è una pista che porta in Romania, ed è una pista insistita, non sarà più questione di un volenteroso procuratore della Repubblica. Sarà una questione che riguarda l'Italia, con i propri apparati governativi a tutti i livelli. A cominciare dal ministero degli Affari interni. E non conta o forse conta di più - prosegue - che questi due fratellini Pappalardi siano i figli di nessuno. Non conta se la mamma non sappia piangere, non voglia piangere, non possa piangere, non conta se il papà sia un operaio». «Conta - conclude - che i due bambini italiani debbano essere cercati come si deve dagli apparati dello Stato. E subito, senza inutili polemiche in silenzio e con efficacia».

Se sulla scomparsa dei fratellini Pappalardi «c'è una traccia che porta in Romania, non si può più continuare ad indagare con gli strumenti abituali di indagine, Pm, Polizia o Carabinieri, ci vuole il supporto logistico dei servizi segreti, e il ministero dell'Interno deve mettere in moto la struttura dell'intelligence».
È per sollecitare questo intervento che il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola, ha scritto la lettera nella quale rivela che indagini condotte dai Carabinieri e poi bloccate, porterebbero inequivocabilmente in Romania, dove i bambini si troverebbero ancora e sarebbero in buona salute. «Non si tratta di alimentare polemiche tra Polizia e Carabinieri sulla conduzione delle indagini - precisa Vendola interpellato per telefono - ma di attivare quelle strutture dello Stato che sono indispensabili quando si tratta della scomparsa di cittadini italiani» all'estero.
Per Vendola, siccome questa voce della pista rumena «c'è e viene ribadita», bisogna seguirla, ma con gli strumenti adeguati che possono arrivare solo dal supporto dello Stato.
La pista che portava in Romania era comparsa nell'inchiesta in relazione ad una ragazza romena che era stata badante della nonna materna dei ragazzini e che era ritornata in patria poco prima della scomparsa dei bambini. La ragazza, rintracciata in Romania, era stata ascoltata dagli inquirenti, ma la sua testimonianza non aveva fatto fare significativi passi avanti nelle indagini. Esito simile a quello raggiunto dalle altre piste seguite, da quella familiare legata alle tensioni tra i genitori separati, a quella della pedofilia: considerate tutte valide a fasi alterne e tuttora ancora in campo, ma che per il momento non hanno portato a nulla.

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