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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:52

«Torsello libero»: due nuovi appelli

Da Alessano (Lecce) la mamma del fotoreporter rapito in Afghanistan rompe il silenzio stampa e dice ai rapitori: «State facendo un grossissimo errore». Intervento anche dagli Stati Uniti
Gabriele Torsello LECCE - Alla vigilia del giorno di scadenza dell'ultimatum dei rapitori la madre di Gabriele Torsello, il fotoreporter di origini salentine rapito in Afghanistan il 12 ottobre, ha lanciato un appello. Vittoria Augenti ha rotto nuovamente il silenzio che la famiglia si era imposto per rivolgersi direttamente ai rapitori. «State facendo un grossissimo errore - ha detto nell'appello lanciato dalla casa di Alessano - Gabriele ama il vostro popolo, è un grosso errore se non lo lasciate libero».
L'umanità che il figlio ha profuso nel suo lavoro nei teatri di guerra o nelle zone povere del mondo dove Torsello, in arte Kash, ha documentato miserie, carestie e distruzione e dove ha svolto un lavoro di conoscenza dell'uomo come in Kashmir, è sempre stato l'elemento su cui la famiglia fa leva sin dal primo appello per chiederne la liberazione.

WASHINGTON - Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPG) ha lanciato oggi da New York un appello per la «liberazione immediata» del fotografo italiano Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan alcuni giorni fa.
«Continuare a tenere prigioniero Gabriele Torsello o fargli del male non servirebbe alcuna causa - afferma il documento reso pubblico oggi dall'organizzazione, che ha il quartier generale a New York -. L'opera professionale di Torsello riflette il suo profondo impegno sociale e rappresenta la miglior tradizione del giornalismo».
«Il rapimento di Torsello è un segno del deterioramento della situazione in Afghanistan sotto il profilo della sicurezza», afferma il comunicato del CPG.

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