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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:36

Foggia - «Guerra ai mercanti delle braccia»

Organizzati da Cgil Cisl e Uil due cortei contro il lavoro nero. Sono partiti contemporaneamente da differenti punti della città per convergere in Piazza Cavour per il comizio dei tre leader sindacali Epifani, Bonanni e Angeletti. Alla manifestazione hanno partecipato 30mila persone e fra gli altri, il ministro per la Solidarietà sociale, Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista, Giordano, e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola
Foggia - Corteo contro il lavoro nero FOGGIA - Sono scesi in piazza per chiedere dignità nel lavoro e l'impegno del Governo e delle imprese contro il lavoro nero e lo sfruttamento delle persone, siano esse immigrati irregolari o cittadini italiani. In oltre 30mila (secondo i sindacati) hanno risposto all'invito di Cgil, Cisl e Uil che insieme hanno deciso di manifestare oggi a Foggia, capoluogo della Capitanata dove nei mesi scorsi sono emersi casi clamorosi di una nuova forma di schiavitù legata allo sfruttamento degli immigrati irregolari in agricoltura. Un problema che, hanno detto chiaramente i sindacati, non riguarda solo il Mezzogiorno ma è presente e va debellato in tutto il Paese.
La manifestazione si è articolata in due cortei composti da delegazioni provenienti da ogni parte d'Italia, che si sono congiunti nella piazza centrale dove i tre segretari generali Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), hanno tenuto un comizio conclusivo. Erano presenti anche numerosi lavoratori immigrati e perfino una piccola rappresentanza cinese, che è sfilata sventolando la bandiera nazionale.
I tre leader sindacali hanno guidato il più grosso dei due cortei insieme con il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
«Possiamo avere posizioni diverse anche su cose importanti - ha detto Epifani spiegando l'iniziativa unitaria - ma sulla dignità del lavoro siamo uniti perché siamo convinti che dietro ogni lavoratore c'è una persona». Epifani si è poi rivolto «ai signori del Nord ricco che oggi stanno manifestando a Vicenza» invitandoli ad ascoltare il messaggio inviato da Foggia. Ha anche richiamato le imprese agricole e quelle industriali alle loro responsabilità in materia di sfruttamento, invitandole a smetterla di fare finta di niente.
Di un problema che riguarda tutta l'Italia ha parlato anche Bonanni. «Il mare magnum del lavoro clandestino e dello sfruttamento di migliaia di uomini e donne disperate - ha detto - riguarda interi settori della nostra economia: succede nei campi assolati della Puglia, ma anche nelle vigne del Friuli, nei cantieri edili di Milano, nei capannoni del tessile a Prato». Per Bonanni «non ci può essere alcuna tolleranza di fronte ad imprenditori negrieri pronti a tutto pur di fare profitti, e non ci potrà essere mai alcun condono per chi sfrutta lavoratori immigrati. Bonanni è poi tornato a chiedere l'istituzione di una commissione di inchiesta sull'impiego della manodopera straniera che faccia chiarezza anche sulla scomparsa di tanti immigrati giunti in Puglia per lavorare.
Anche per Angeletti «non si può calpestare la dignità delle persone». «Questa non è solo una cosa scandalosa - ha detto ancora - ma anche dannosa per la collettività perché il lavoro nero è un tumore che può distruggere anche il lavoro buono». «La difesa della libertà delle persone riguarda tutti noi, nessuno escluso - ha concluso - ci stiamo battendo per tutte le persone, non solo per gli extracomunitari ma anche per i lavoratori italiani».
Da tutti i leader Vendola ha incassato l'apprezzamento per la legge regionale sul lavoro nero approvata qualche giorno fa nel Consiglio regionale.
Il comizio finale aperto dalle testimonianze di un lavoratore marocchino, una precaria italiana e una lavoratrice polacca è stato concluso da Epifani che, salutando i lavoratori della vicina Cerignola, città natale di Giuseppe Di Vittorio, ha letto un messaggio della figlia del sindacalista pugliese, Baldina, sulla dignità del lavoro.
Paola Laforgia

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