Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:29

Da Mogadiscio a Bari, finisce l'odissea dei resti di 700 italiani

Sabato mattina verranno tumulate nel Sacrario le spoglie dei compatrioti recuperate dal Sisde dopo che milizie somale avevano distrutto il cimitero italiano in Somalia
BARI - Circa 700 italiani, domani mattina alle 11, verranno tumulati nel Sacrario dei Caduti Oltremare di Bari. Avrà così fine una delle più dolorose pagine nella Storia dei rapporti tra l’Italia e la Somalia.
Si tratta infatti dei resti tormentati di suore, preti, militari, moltissimi bambini e donne e uomini che vivevano nell’ex colonia. Da decenni riposavano in pace nel piccolo cimitero cristiano di Mogadiscio. Poi, il 18 gennaio del 2005, quel pezzetto di suolo benedetto, fu oggetto di una disgustosa sortita di milizie somale. Le lapidi vennero distrutte, squartate le bare. Le cronache della profanazione narrano di ragazzi intenti a giocare a pallone coi teschi dei nostri compatrioti.
Parte delle ossa venne sparpagliata, gettata in mare e in discarica; il resto venne diviso tra le bande dei signori della guerra. Secondo indiscrezioni pubblicate, lo scorso anno, dall’agenzia nazionale il Velino (www.ilvelino.it): «73 spoglie erano in mano ad Al Itthad, la sezione somala ai Al Qaeda».
Che sia vero o no, sapevano - i laidi - che il nostro Paese avrebbe tentato ogni via per riportare in patria i resti mortali degli italiani. Ci riuscì il Sisde (il Servizio italiano per le informazioni e la sicurezza democratica) e, lo scorso ottobre avvenne la traslazione al Sacrario di Bari. A bordo di due velivoli C130 dell’Aeronautica militare c'erano 22 casse da un metro cubo l’una contenenti ossa mischiate, raccolte in sacchetti.
Domani mattina questo incubo finirà. Con la solenne cerimonia presieduta dal sottosegretario alla Difesa, Emidio Casula, e alla presenza di autorità civili e militari, i nostri compatrioti avranno finalmente pace e rispetto.
Tra i morti, come si diceva, vi sono anche militari (di varie Forze armate) e gli onori alle urne saranno resi da un picchetto interforze con la banda della Brigata Pinerolo. Per i religiosi (soprattutto Suore missionarie della Consolata e Frati minori cappuccini) sarà presente anche un frate. Infine, a Bari arriverà anche qualche parente. Alcuni di loro sono nati a Mogadiscio e tutti - malgrado questa recente ferita e le altre (come il rimpatrio forzato cui vennero sottoposti i coloni) - hanno un ricordo dolcissimo di quella terra e dei somali. «Con loro siamo cresciuti - dicono - lavoravamo insieme, vivevamo davvero in armonia».
Una sfumatura di questo affetto fraterno tra i due popoli si coglie nelle parole di Maria Gabriella Ripa di Meana, che presiede l’Associazione Amici della Somalia: «Tra le spoglie ci sono anche quelle di alcuni somali convertiti. A Bari, italiani e somali, verranno tumulati insieme».
Marisa Ingrosso

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione