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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:49

«Per Gabriele siamo con il fiato sospeso»

E' questo lo stato d'animo del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per il rapimento del fotoreporter leccese Gabriele Torsello • Arrivato un ultimatum
BARI - «Noi siamo tutti quanti con il fiato sospeso, anche se le dinamiche concrete su questo rapimento fanno sperare su un esito non infausto della vicenda». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al consiglio regionale che oggi, in apertura dei propri lavori, ha approvato un ordine del giorno con un appello affinchè venga al più presto liberato il fotoreporter Gabriele Torsello rapito in Afghanistan.
Vendola ha comunicato ai consiglieri che sta personalmente seguendo la vicenda con «quotidiani contatti con l'unità di crisi della Farnesina, con il ministro degli esteri, con i viceministri e con la famiglia Torsello ad Alessano a cui credo debbano andare i sentimenti di solidarietà dell' intero consiglio». «Continueremo a seguire passo passo - ha concluso Vendola - la sorte del nostro amico Gabriele Torsello».
«Faccio mio, a nome del consiglio regionale - ha detto il presidente del consiglio regionale pugliese, Pietro Pepe - l' appello di Vendola, nella speranza che Gabriele Torsello venga al più presto liberato».

E' «fiducioso» il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sulla possibilità che Gabriele Torsello, il fotoreporter di origini salentine rapite in Afghanistan venga al più presto liberato e nela possibilità che sia praticabile un negoziato. Vendola ha detto di sentirsi costantemente con la moglie di Gabriele Torsello e con il cognato. «Sono fiducioso - ha detto ai giornalisti - perchè credo che la dinamica del rapimento faccia presagire qualcosa di differente dall' intervento di una banda di talebani. Sembra più possibile immaginare una banda di predatori e quindi credo che la possibilità di un negoziato sia praticabile».
«Noi - ha aggiunto Vendola - non possiamo far altro che pregare, auspicare, testimoniare la nostra vicinanza sia alla famiglia sia al ministero degli esteri che in questo momento con la sua unità di crisi sta sviluppando tutte le iniziative per riportare a casa Gabriele Torsello».

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