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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:02

L'ambiente nell'Aeroporto di Bari

I falchi tengono lontano gli uccelli che possono creare problemi ai vettori, ha un parco dove sono stati piantati ulivi secolari espiantati da altre zone di Puglia e andrà ad energia solare
BARI - «In un mondo globalizzato non si può andare avanti senza tecnologie, senza infrastrutture altrimenti si è tagliati fuori dalla possibilità di sviluppo ma occorre lavorare in sinergia perchè tutto avvenga in modo ecocompatibile». E' questa la raccomandazione fatta dall'ambientalista Reinhold Messner che oggi ha partecipato a Bari ai lavori del convegno «Exterior Design» organizzato da Aeroporti di Puglia. La società che gestisce gli aeroporti pugliesi ha messo in campo, come momento di riflessione, l'esperienza dell'aeroporto Karol Wojtyla di Bari come ideale percorso progettuale da seguire per la realizzazione di infrastrutture e cioè coniugando le esigenze dello sviluppo con l'attenzione al paesaggio e alla salvaguardia delle specie vegetali del territorio.
L'aeroporto internazionale di Bari, inaugurato il 31 marzo 2005 - ha infatti ricordato l'Amministratore Unico di Aeroporti Puglia Spa, Domenico Di Paola - ha realizzato opere di mitigazione dell'impatto ambientale derivante dall'esistenza stessa dell'aeroporto. «L'Aeroporto di Bari - ha detto Di Paola - è un caso unico: ha un parco, un vero e proprio gioiello dal punto di vista botanico e all'interno di questo grande polmone verde si snoda, tra l'altro, un percorso ginnico che si compone di una pista per la corsa e di una serie di piazzole destinate all' esecuzione di esercizi a corpo libero e con l'ausilio di attrezzi sportivi». L'Aeroporto Wojtyla è dotato di un sistema antirumore e di falchi per l'allontanamento dei volatili, mentre negli altri aeroporti a questo scopo vengono utilizzati sistemi acustici o pistole. Ha inoltre un impianto fotovoltaico per l'energia solare e un sistema di rilevamento del rumore. «Abbiamo trasformato un aeroporto - ha aggiunto Di Paola - da un non luogo, un ambiente cioè vissuto velocemente, ad un luogo al servizio della comunità. Un'altra scelta significativa - ha aggiunto il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini - è stata quella di avviare alla realizzazione due impianti per la produzione di energia fotovoltaica per un totale di 500Kwore. Entrambi gli impianti saranno installati sulle coperture delle aerostazioni di Bari e Brindisi occupando 1500 mq a Bari e 3100 a Brindisi». Si tratta di «un rilevante investimento che alla fine dei 20 anni di ammortamento calcolati, - è stato detto - avrà prodotto un utile di 6.000.000 di euro e consentirà di evitare di immettere nell' atmosfera ben 515 tonnellate di anidride carbonica ed eviteremo il consumo di circa 200 tonnellate di olio combustibile».
Tra le scelte fatte da Aeroporti di Puglia, di particolare rilievo - come ha sottolineato l'assessore regionale pugliese all' Ambiente, Michele Losappio - «anche quella di reimpiantare i 3000 ulivi secolari espiantati a Grottaglie (Taranto), in tutta la Puglia, dalle Tremiti a Santa Maria di Leuca, 300 dei quali sono stati ospitati all'interno del parco dell'aeroporto di Bari-Palese».

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