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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:48

«Importavano auto di lusso evadendo l'Iva»

Denunciati 4 baresi per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso, frode in commercio e turbativa di mercato
BARI - Una maxi evasione all'IVA, per circa un milione di euro, è stata scoperta nel barese dlla Guardia di Finanza nell'ambito di una complessa indagine nel settore della commercializzazione di autoveicoli di provenienza comunitaria. Le indagini hanno preso il via da vari sequestri di valuta effettuati in un aeroporto italiano nei confronti di persone residenti ad Andria, le quali si recavano all'estero, per conto di rivenditori di Putignano ed Andria per acquistare autovetture da immatricolare in Italia, in totale evasione dell'I.V.A., attraverso il sistema dei cosiddetti «caroselli fiscali» trasnazionali. Il meccanismo di frode si basa sull'interposizione fittizia di società di comodo, prive di reale struttura che, figurando quale prime «importatrici» degli autoveicoli, si accollano l'onere fiscale del versamento dell'imposta senza mai assolverlo. La società cosiddetta «cartiera» acquista le «auto nuove o usate» da un fornitore comunitario; nella fattura di acquisto non viene esposta l'IVA perchè, in base al principio generale della tassazione nel Paese di destinazione della merce, la stessa viene riportata, successivamente, dalla «cartiera», al momento della effettiva cessione della merce all'operatore nazionale.
La società (operatore nazionale) rivende poi le auto sul territorio nazionale ad un «imponibile sistematicamente inferiore» o con un «ricarico medio quasi inesistente» rispetto a quello di acquisto, applicando a quest'ultimo I'IVA al 20%. Dal punto di vista finanziario, la società «cartiera», pur vendendo sotto costo, incassa, per effetto dell'applicazione dell'IVA, un importo complessivamente «superiore» all'esborso effettuato in sede di acquisto. La società «cartiera» non effettua alcun versamento dell'IVA «dovuta»; mentre l'operatore nazionale, che acquista le auto, consegue un notevole «vantaggio concorrenziale» potendo immettere sul mercato gli autoveicoli ad un prezzo considerevolmente inferiore a quello normalmente praticato dagli altri concessionari ed, altresì detrarre l'I.V.A.
applicata sulle fatture d'acquisto emesse dall'operatore nazionale. Le indagini hanno accertato il fraudolento commercio di oltre 200 autovetture di grossa cilindrata (Bmw, Audi, Mercedes), nuove ed usate, provenienti da paesi dell'Unione Europea, negli anni 2003 e 2004, immatricolate attraverso la presentazione di autocertificazioni falsamente attestanti l'avvenuto versamento dell'imposta per circa 1 milione di euro.
Quattro persone sono state denunciate per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso, frode in commercio e turbativa di mercato.

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