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Domenica 24 Settembre 2017 | 00:03

«Per Taranto si proclami lo stato di dissesto»

Sul crack finanziario del Comune (il commissario prefettizio Blonda ha accertato un deficit di oltre 318 milioni di euro), i Ds hanno chiesto l'accelerazione del processo che porti alla dichiarazione dello stato di crisi
Comune Municipio Taranto TARANTO - «In una città al collasso sociale, dove i problemi ogni giorno si acuiscono, dove sono a rischio i redditi minimi di migliaia di persone e i servizi sociali essenziali, bisogna innanzitutto ristabilire verità e chiarezza su chi ha la colpa di tutto questo». A nome dei dirigenti provinciali dei partiti dell'Unione, schierati al suo fianco, il segretario dell'Unione comunale dei Ds di Taranto ed ex consigliere comunale Dante Capriulo ha chiesto in una conferenza stampa di accelerare l'iter che porta alla proclamazione del dissesto finanziario al Comune di Taranto.
«Oggi sento dire da qualcuno - ha detto Capriulo - che addirittura questa situazione sarebbe colpa del governo Prodi, cercando di far dimenticare che i debiti accumulati per circa 500 milioni sono opera delle due giunte guidate dal sindaco Rossana Di Bello e dal vice sindaco Michele Tucci». «C'è un tentativo patetico del centrodestra - ha proseguito - di scaricare le colpe su altri, ad esempio il commissario Blonda, sostenendo che sarebbe bastato applicare il piano di risanamento finanziario della giunta uscente. Un piano che invece si basava su spese certe ed entrate incerte ed è stato sconfessato dal commissario».
Per Capriulo , «la gente, pur presa dalla confusione, chiede di individuare i responsabili di questo disastro: non ci sono colpe solo della parte tecnica ma anche di quella politica», chiedendo alla magistratura «di far presto e bene». E in un documento congiunto, definito "Informazione per la città di Taranto", l'Unione chiede al commissario Tommaso Blonda di «definire con esattezza l'esposizione debitoria del Comune di Taranto e dar conto anche dei bilanci consuntivi delle aziende partecipate».
In settimana il commissario aveva approvato il consuntivo 2005 con un deficit accertato di oltre 318 milioni di euro.
Nello stesso documento l'Unione precisa che «metterà in campo tutte le possibili iniziative nei confronti del governo nazionale, regionale e provinciale per aiutare la città di Taranto ad uscire da questo tunnel», ma aggiunge «nel rispetto delle leggi vigenti», ovvero - come ha specificato Capriulo - «senza leggi speciali». Valutazione unanime, quella dell'Unione, ribadita successivamente dall'ex consigliere comunale di Rifondazione comunista Francesco Voccoli («il centrodestra dovrebbe starsi zitto, sembra quasi che la colpa dei debiti sia dell'ostruzionismo dell'Unione e che Blonda sia diventato improvvisamente un "no global"») e dell'esponente dei Repubblicani Europei Adriano De Cataldo («è in atto una campagna di aggressione del centrodestra nei confronti del commissario per nascondere il disastro»).

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