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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:36

«Smaldone perla del clero meridionale»

Così, con le parole di Giovanni Paolo II, i vescovi pugliesi ricordano Filippo Smaldone, il sacerdote che verrà proclamato santo da Benedetto XVI il 15 ottobre prossimo
BARI - «Perla del clero meridionale»: con la definizione che di lui fu data da Giovanni Paolo II al momento della beatificazione i vescovi pugliesi ricordano Filippo Smaldone, il sacerdote che verrà proclamato santo da Benedetto XVI il 15 ottobre prossimo. Smaldone, nato nel 1848 a Napoli, è morto nel 1923 a Lecce dove ha fondato la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori per l'assistenza ai sordi.
La canonizzazione di Filippo Smaldone - affermano i vescovi pugliesi in una nota - «riempie di gioia le Chiese di Puglia». «Canonico della cattedrale di Lecce, maestro e padre dei sordi, Filippo Smaldone, come lo definì il servo di Dio Giovanni Paolo II nel momento della sua beatificazione, è una perla del clero meridionale, perchè, nella sua vita semplice ed umile, ha dato prestigio - si aggiunge nella nota - alla vita sacerdotale, sottolineandone soprattutto la dimensione della carità. La sua intensa spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera e di meditazione dinanzi al santissimo Sacramento, si è manifestata nel servizio dei poveri, in particolare dei sordomuti, ai quali dedicò tutto se stesso, suscitando nella Chiesa una famiglia religiosa, che ha esteso il suo servizio in molte parti d' Italia e del mondo. La sua figura di sacerdote santo viene ora proposta all'attenzione della Chiesa universale, ma è soprattutto al clero e al popolo di Puglia, che viene proposto come modello di santità e di amore per i poveri».
Per i vescovi di Puglia, «lo slancio di carità di Filippo Smaldone è un incoraggiamento ai nostri cari sacerdoti a camminare ancora di più sulla scia della santità, ma è anche un invito alle comunità per intensificare la testimonianza di carità e ai giovani per scoprire la bellezza della chiamata ad essere semi di speranza nella Puglia di oggi».
«Anche oggi - si aggiunge nella nota - la Chiesa ha la missione di dare voce a chi non ha voce e di aprire le orecchie ai sordi: la sua intercessione e il suo esempio danno a tutti noi un nuovo stimolo a svolgere la missione di Cristo, che ha fatto udire i sordi e parlare i muti. I vescovi di Puglia, insieme alle comunità diocesane esultano per la canonizzazione del sacerdote leccese, che avviene alla vigilia del IV Convegno ecclesiale di Verona, che sta mettendo in luce i tanti modelli di santità della nostra nazione». «San Filippo Smaldone - concludono i vescovi pugliesi - si aggiunge ai tanti santi di Puglia e costituisce un invito a camminare più speditamente sulla via della santità, nella consapevolezza che la manifestazione più significativa della santità, come ci ha insegnato Benedetto XVI, consiste nella preghiera, nel sacrificio e nella testimonianza della carità.

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