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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:41

Due agguati e tre feriti a Molfetta

Un sicario ha sparato ad un uomo, che si trovava fuori dal negozio di ortofrutta nel quale lavora, colpendo sia lui, sia un cliente. Pochi minuti dopo, centrato un altro fruttivendolo
MOLFETTA (BARI) - Un cliente ferito per sbaglio con colpi di pistola e due titolari di altrettanti negozi di ortofrutta raggiunti dalle pallottole sparate all'impazzata da un sicario, poi fuggito a bordo di uno scooter.
E' questo il bilancio dei due agguati compiuti stamattina, a poca distanza l'uno dall'altro, in una zona a ridosso del centro di Molfetta, comune a circa 30 chilometri a nord di Bari.
La prima spedizione punitiva è stata compiuta alle 10, in via Massimo D'Azeglio. Un uomo a bordo di uno scooter di colore scuro e con il volto coperto da un passamontagna ha sparato almeno sette colpi di pistola calibro 9 contro Vito De Bari, di 27 anni, che si trovava fuori dal negozio di ortofrutta nel quale lavora. Accanto all'uomo c'era un cliente, Ignazio De Palma, di 69 anni, che è stato ferito in modo non grave alla spalla destra e alla coscia sinistra. Il pensionato stava scegliendo frutta sulla bancarella quando ha sentito il rumore sordo dell'arma da fuoco e ha tentato inutilmente di mettersi al riparo.
De Bari, ritenuto il bersaglio del killer, è stato invece raggiunto dai proiettili in varie parti del corpo ed è ora ricoverato in prognosi riservata nel Policlinico di Bari. Sul luogo dell'agguato i carabinieri hanno recuperato sette bossoli e alcune ogive, conferma quest'ultima che i proiettili non sono andati tutti a segno.
Passati pochi minuti, quasi certamente lo stesso killer ha raggiunto la vicina via Annunziata e ha sparato contro il dipendente del negozio di ortofrutta Vito Diniddio, pluripregiudicato, di 41 anni. L'uomo è stato ferito di striscio alla coscia destra ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni. Davanti al negozio i militari dell'Arma hanno recuperato sei bossoli e due ogive, anche questi calibro nove. Del sicario, invece, nessun traccia perchè è fuggito tra le auto incolonnate ai semafori.
Il sospetto dgli investigatori è che a sparare nei due agguati sia stata la stessa persona, alla quale, i militari stanno dando ora la caccia e che sperano di fermare nelle prossime ore. Sul movente dell'agguato, al momento, si fanno solo ipotesi e la pista del regolamento di conti nella criminalità locale è quella maggiormente battuta anche se il controllo dello spaccio della droga - dicono i militari - almeno questa volta non c'entra. C'entrano invece - secondo gli investigatori - De Bari e Diniddio ritenuti dai carabinieri vicini al gruppo criminale chiamato La Cerasa.

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