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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:35

Taranto - Piano anti-inquinamento

È stato messo presentato dai dirigenti dell'Ilva, in una riunione presieduta dal governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola. Fa parte di un progetto di modernizzazione e di rilancio del siderurgico
Ilva Taranto TARANTO - La Regione Puglia intende puntare «al rilancio dello stabilimento Ilva di Taranto»: lo ha assicurato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine di una riunione presieduta nella prefettura di Taranto per discutere, sul piano politico-istituzionale, del piano industriale 2007-2013 e del risanamento ambientale dello stabilimento siderurgico.
Alla riunione hanno partecipato, oltre a Vendola, il prefetto di Taranto, Francesco Alecci, una delegazione dell'Ilva (guidata dal presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Emilio Riva), rappresentanti sindacali provinciali e regionali di Cgil, Cisl e Uil e di categorie di metalmeccanici, rappresentanti di Confindustria, il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, esponenti dei Comuni di Taranto e di Statte e rappresentanti dell'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente).
Il presidente Vendola a fine incontro ha sottolineato che la Regione Puglia «porta a casa» i seguenti risultati: «Il completamento della copertura dei nastri trasportatori entro dicembre e l'impegno da parte dell'Ilva, entro il 28 febbraio del 2007, a presentare un progetto di fattibilità relativamente all'abbattimento delle emissioni di polveri inquinanti dai parchi minerali». I parchi minerali sono i depositi di carbone all'aperto (n.d.r.).
Vendola ha ricordato che oggi pomeriggio «riprenderanno i lavori del tavolo tecnico, che ha pochi giorni di tempo per approfondire le questioni poste dalla Regione con un documento di 100 punti, poi diventati otto, e altre osservazioni tecniche poste dai sindacati».
«Intendiamo riconvocare il tavolo politico il 23 ottobre - ha aggiunto Vendola - per siglare l'intesa per il rilancio dell'Ilva, che significa migliaia di miliardi di vecchie lire di investimenti per modernizzare lo stabilimento, e significa oltre 300 milioni di euro finalizzati all'ambientalizzazione dello stabilimento». «Credo - ha aggiunto Vendola - che siamo ad un passaggio conclusivo: lo dobbiamo non soltanto per la credibilità di questo tavolo, ma lo dobbiamo a Taranto, ad una città che sta soffrendo, che soffrirà a lungo purtroppo, ma che può avere nell'Ilva da un lato e nel porto dall'altro i due punti fermi non per la sopravvivenza, ma per rilanciare il proprio sviluppo».

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