Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Bari - Al "Petruzzelli" di scena il braccio di ferro

Dopo il decreto di esproprio dell'immobile, firmato dal Governo e incluso nella Finanziaria 2007, la maggioranza della famiglia proprietaria (Messeni Nemagna) rifiuta la mediazione per la vendita iniziata dal sindaco, Michele Emiliano, e scrive un telegramma ai presidenti Prodi e Napolitano, ai ministri Rutelli e D'Alema e ai presidenti delle Camere. Il teatro fu distrutto da un incendio doloso la notte del 27 ottobre 1991
Teatro Petruzzelli di Bari BARI - «Noi sottoscritte comproprietarie del Teatro Petruzzelli di Bari, costruito dai nostri avi con grandi sacrifici ai primi del Novecento e divenuto uno dei primi teatri in Europa, dopo aver patito il devastante incendio doloso del 1991 ancora impunito dallo Stato, siamo ora vittime sbigottite ed incolpevoli anche di un inatteso esproprio attuato mediante decreto legge collegato alla Finanziaria 2007». È quanto contenuto in un telegramma inviato al premier, Prodi, ai ministri per i Beni culturali, Rutelli, degli Esteri, D'Alema, ai presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, e per conoscenza al capo dello Stato, Napolitano, dal 75% delle eredi Messeni Nemagna proprietarie della struttura. Le comproprietarie sono assistite dall'avvocato Ascanio Amenduni.
Ciò - prosegue il documento - «in contrasto con gli articoli 3, 24, 42, 43, e 77 della Costituzione italiana, ma soprattutto in violazione vergognosa del Protocollo d'intesa del 21.11.2002, formale contratto transattivo paritetico tra enti pubblici territoriali e proprietà privata, sottoscritto solennemente avanti al ministro della Repubblica per i beni e le Attività Culturali, on.le Giuliano Urbani, e recepito nella legge 310/2003, per soddisfare definitivamente tutti gli interessi pubblici e privati connessi alla gestione e ricostruzione del Teatro». «Nei 4 anni contrattualmente previsti - proseguono i Messeni Nemagna - gli enti pubblici territoriali Comune di Bari, Provincia di Bari e Regione Puglia, obbligatisi a propria totale cura e spesa alla ricostruzione del teatro, a loro fiduciosamente consegnato da noi comproprietarie, non vi hanno adempiuto, incorrendo in gravissime responsabilità risarcitorie che il decreto legge di esproprio vorrebbe neutralizzare, in manifesto conflitto di interessi dell'Ente pubblico beneficiario, Comune di Bari, premiato anziché sanzionato, per la sua inerzia».
«Protestiamo per la macroscopica violazione, nella vicenda - continua il telegramma - dei principi costituzionali ed universali di lealtà, coerenza, continuità, ragionevolezza ed imparzialità dell'azione amministrativa, governativa, legislativa, nonché per la violazione del diritto al rispetto dei propri beni garantito anche dal primo protocollo addizionale della Convenzione europea dei Diritti umani. Denunciamo l'intollerabile confusione e commistione dell'interesse generale, già definitivamente soddisfatto mediante il Protocollo d'intesa del 21.11.2002, con l'interesse particolare del Comune di Bari, peraltro inadempiente alla ricostruzione contrattualmente promessa insieme agli altri enti pubblici territoriali».
Le comproprietarie chiedono, pertanto: «1) l'immediata revoca o non conversione del decreto legge di esproprio suddetto, nonché 2) l'istituzione, previa indagine conoscitiva, di una commissione parlamentare di inchiesta, per accertare se a) siano stati o meno rispettati nella vicenda, da parte del governo, col suddetto decreto legge di esproprio n. 262 del 3.10.2006 art. 18, i principi sopra menzionati di conformità alla Costituzione, imparzialità, lealtà, ragionevolezza, correttezza, coerenza e continuità della potestà legislativa del governo stesso; b) se gli enti pubblici territoriali, Comune di Bari Provincia di Bari e Regione Puglia, obbligatisi il 21.11.2002 innanzi al ministro Urbani e verso la famiglia proprietaria alla ricostruzione del Teatro Petruzzelli entro 4 anni, abbiano esercitato tempestivamente o meno tutti i loro poteri-doveri ed interventi finanziari stabiliti, al fine di eseguire la prestazione contrattuale della ricostruzione e riconsegna del Teatro funzionante, mediante la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, all'uopo costituita per legge; c) se il decreto legge di esproprio sia nato da una concertazione preventiva tra gli enti territoriali suddetti ed il governo o ministero per i Beni e le Attività Culturali».
«Rimaniamo in fiduciosa attesa dell'efficace ripristino dei principi cardinali sopra menzionati - concludono - per poter ancora continuare a credere nell'esistenza e nell'affidabilità dello Stato di diritto, così brutalmente vulnerato dal deplorato esproprio contenuto nel decreto legge n. 262 del 3.10.2006 articolo 18».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione