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Giovedì 21 Settembre 2017 | 06:57

«Non volevo servire nell'esercito di Allah»

Si è tenuto davanti al gip del Tribunale di Brindisi Alcide Maritati l'interrogatorio di garanzia nei confronti del 28enne turco, Hakan Evinci, che ha dirottato il volo delle linee turche Tirana Istanbul lo scorso 4 ottobre, con 113 persone a bordo. Evinci, a quanto si è appreso, ha confermato il motivo che lo avrebbe spinto al gesto: la necessità di raggiungere l'Italia per il timore di essere arrestato per renitenza alla leva
BRINDISI - Si è tenuto questa mattina davanti al gip del Tribunale di Brindisi Alcide Maritati l'interrogatorio di garanzia nei confronti del 28enne turco, Hakan Evinci, che si è reso protagonista del dirottamento del volo delle linee turche Tirana Istanbul lo scorso 4 ottobre, con 113 persone a bordo. Oltre al gip erano presenti anche i sostituti procuratori della Repubblica Milto De Nozza e Pasquale Sansonetti che si stanno occupando della vicenda e il legale del turco arrestato per sequestro di persona ed attentato alla sicurezza dei trasporti, Vita Cavaliere del foro di Brindisi. Evinci, a quanto si è appreso, ha confermato il motivo che lo avrebbe spinto a dirottare quel volo. La necessità di raggiungere l'Italia per il timore di essere arrestato per renitenza alla leva. Il giovane ha sottolineato come lui, da ex musulmano convertito al cristianesimo, non intendeva servire un esercito di Allah. Lo stesso dirottatore ha confermato di aver fatto tutto da solo approfittando dell'apertura della cabina di pilotaggio da parte di una hostess per poter entrare facendo credere di essere in possesso di un ordigno e minacciando i piloti affinchè si dirigessero verso l'Italia.
Evinci attenderà in carcere l'esito della richiesta di asilo politico che in queste ore il suo legale sta formalizzando alle autorità italiane.

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