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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Tanti, minorenni e spacciatori, maxi-operazione a Lucera

E' da mesi che gli agenti del commissariato di polizia li tengono d'occhio, li seguono e riprendono la loro attività nella villa comunale della cittadina del Foggiano. Il brulicare di dosi di droga - secondo gli investigatori - portava nelle casse dell'organizzazione fino a 50.000 euro al mese. Oggi sono finiti in manette in dieci. Tra loro anche i nipoti (di 21 e 18 anni) del clan "Papa-Ricci"
LUCERA (FOGGIA) - Un' organizzazione criminosa, composta per lo più da giovanissimi, che spacciava sostanze stupefacenti nella villa comunale di Lucera in una zona particolarmente frequentata da giovani studenti, è stata scoperta da agenti del commissariato di polizia che hanno per questo arrestato dieci persone, e ne stanno ricercando un' altra. Gli arresti sono stati compiuti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura di Lucera, diretta dal pm Massimo Lucianetti che ha coordinato le indagini. Tra gli arrestati vi sono Antonio Papa, di 21 anni, e Antonio Ricci, di 18 anni, entrambi di Lucera, nipoti dei responsabili dell'omonimo clan "Papa-Ricci" che ora sono in carcere, e considerati pertanto dagli investigatori attuali responsabili del clan e dell'attività di spaccio.
Le indagini, avviate nel marzo scorso e per le quali sono state utilizzate anche telecamere ad alta definizione, hanno messo in evidenza l'organizzazione dello spaccio: alcuni pregiudicati "custodivano" le sostanze stupefacenti nelle aiuole e nei cespugli, dove potevano velocemente interrarle in caso di controlli, mentre altri contattavano i giovani studenti ai quali cedere le dosi. «La zona - ha spiegato nel corso di una conferenza il dirigente del commissariato di polizia di Lucera, Luciano Zendoli - era monitorata anche da poliziotti che simulavano attività ginniche. Le indagini hanno consentito di appurare che sono stati oltre cento i giovani lucerini che si sono riforniti di droga per uso personale. L'attività di spaccio iniziava dalle prime ore del mattino e proseguiva fino alle ore serali e, secondo i calcoli effettuati, venivano vendute più di 300 dosi al giorno, per un guadagno mensile di oltre 50.000 euro». «Una cifra, quest'ultima - ha concluso Zendoli - che si raddoppiava durante il fine settimana, evidenziando il preoccupante contatto con le sostanze stupefacenti anche da parte dei minorenni».

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