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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:50

Vendola chiede le dimissioni del ministro degli Affari Regionali

Dopo che il governo ha impugnato la legge sull'assestamento di bilancio della Puglia, il presidente della Regione vuole la «testa» di Linda Lanzillotta e pone una questione politica accusando lo stesso rappresentante del governo Prodi di avere «atteggiamenti antiregionalisti». Poi chiarisce che difenderà la legge «presso la Corte Costituzionale»
BARI - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, chiede le dimissioni del ministro degli Affari Regionali, Linda Lanzillotta e pone una questione politica accusando lo stesso rappresentante del governo Prodi di avere «atteggiamenti antiregionalisti». Lo ha detto oggi parlando con i giornalisti annunciando che la Regione Puglia intende «resistere e difendersi presso la Corte Costituzionale» dopo che il governo ha impugnato la legge sull'assestamento di bilancio della Puglia approvata dalla maggioranza di centrosinistra nel Consiglio regionale del luglio scorso.
Secondo Palazzo Chigi, la Puglia avrebbe violato le competenze dello Stato e introdotto norme di settore nella legge di bilancio. «E' un ricorso - ha detto Vendola - che consideriamo dal punto di vista tecnico gonfio di sciatteria e dal punto di vista politico un atto inaudito». «Noi intendiamo reagire difendendoci presso la Corte Costituzionale e il ministro proponente, il ministro Lanzillotta si è comportata in maniera avventata. E' uno di quei casi in cui un ministro dovrebbe rassegnare le dimissioni».
Se la Consulta dovesse accogliere le osservazioni del governo Prodi sarebbero nulle molte norme che riguardano i settori dei beni culturali, dei trasporti, della sanità, del personale, dell'ecologia.
«Avrei voluto avere - ha continuato Vendola - una parola di gratitudine e di incoraggiamento per il lavoro di innovazione che abbiamo fatto e non un atteggiamento - ha continuato riferendosi al ministro Lanzillotta - che è frutto della spocchia e dell'antiregionalismo di alcuni settori del centrosinistra».
Vendola avrebbe preferito che si fosse discusso dei problemi. «Tutti sanno - ha detto - il lavoro straordinario che ha fatto la Regione Puglia, innovando rispetto alla tradizione, per fare una legge di bilancio che fosse la più pulita possibile, nei limiti del consentito». «Noi togliemmo - ha continuato Vendola - tutte quelle parti nella legge di variazione al bilancio che io stesso considerai improprie e che poi abbiamo trasferito nella legge omnibus sulla sanità. Feci, cioè, un lavoro di 'igienè assoluta, per cui penso che la mia legge finanziaria sia nella storia dei governi nazionali e dei governi regionali la più pulita dal punto di vista della pertinenza delle materie trattate».
Alla luce di tutto questo «se ci sono dei problemi si discute dei problemi, ma siccome da parte di qualcuno - ha sottolineato Vendola - c'è un retropensiero e c'è un atteggiamento di inimicizia da parte del regionalismo, io reagisco». Non si sarebbe dovuto procedere, secondo il presidente della Regione Puglia, «con un ricorso così come è stato scritto, così gonfio di genericità e di sciatteria». Vendola ha asserito di voler aprire per questo motivo «un problema politico». «Ce l'ho con il ministro proponente, con il ministro Lanzillotta - ha chiarito - che dal suo punto di vista e dal punto di vista della sua cultura, ha tentato molti colpi e io ho deciso di reagire». L'iniziativa del governo Prodi fa riferimento alle competenze e ad alcune misure adottate dalla Regione Puglia che vengono considerate settoriali e quindi non classificabili come misure di carattere finanziario. «La nostra tesi - ha detto invece Vendola - è che con queste due contestazioni c'è proprio una infondatezza ed una sciatteria tecnica. Noi non abbiamo violato niente».

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