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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:34

Dirottatore Brindisi a lezione di volo sul web

Mentre, atterrando a Istanbul, è finita questa mattina la brutta avventura dei passeggeri del Boeing 737 delle Turkish Airlines dirottato ieri nell'aeroporto pugliese da un disertore dell'esercito turco, nuove preoccupazioni emergono dalla ricostruzione dell'accaduto. Secondo quanto ha riferito al Senato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, Hakan Ekinci conosceva i codici di navigazione aerea perché li aveva appresi su Internet
BARI - E' finita questa mattina la brutta avventura dei passeggeri del Boeing 737 delle Turkish Airlines dirottato ieri su Brindisi da un disertore dell'esercito turco. L'agenzia Anadolu riferisce che sono atterrati a Istanbul, dov'erano originariamente destinati. Hanno viaggiato con un aereo della stessa compagnia di bandiera turca che è atterrato alle 08:40, le 07:40 italiane, all'aeroporto internazionale Ataturk con a bordo i 105 passeggeri.
Intanto si hanno più dettagli sulla vita del dirottatore. Hakan Ekinci - ha detto il viceministro dell'Interno Marco Minniti riferendo alla Camera - ha precedenti penali per falso e renitenza alla leva e il 7 maggio scorso aveva chiesto asilo politico (poi rifiutato) all'Albania per paura di esser processato in Turchia.
Il giovane turco «dice che voleva far giungere una lettera al Papa, ma non è stato trovato in possesso di alcuna missiva indirizzata al Santo Padre», ha detto il ministro dell' Interno, Giuliano Amato, nella sua informativa al Senato.
«L'uomo però - ha spiegato Amato - aveva dato al comandante un promemoria in cui asseriva di dirottare l' aereo allo scopo di dare una lettere al pontefice». Il 30 agosto scorso in un blog, ha aggiunto il ministro, il dirottatore ha pubblicato una missiva «in cui asseriva di essere discriminato per la sua appartenenza alla religione cristiana e chiedeva l' intervento del Papa perchè temeva che l' Albania, dove si trovava, lo rimandasse verso la Turchia».
All' autorità giudiziaria che lo ha interrogato ieri, ha proseguito Amato, «l' uomo ha dichiarato di aver abbracciato la fede cristiana e di temere per questo per la sua vita in Turchia».

AMATO: DIROTTATORE AVEVA MINACCIATO DI FARSI ESPLODERE ERA DISARMATO MA CONOSCEVA CODICI DI NAVIGAZIONE IMPARATI SU INTERNET
«Fino a dopo l'apertura del portellone sapevamo che i dirottatori erano due». Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato nel suo intervento in aula al Senato sul dirottamento del Boeing della Turkish Airlines e fatto atterrare a Brindisi. Il ministro ha spiegato che l'unica fonte dell'informazione era il pilota dell'aereo che aveva dato l'allarme e che solo dopo l'atterraggio si è potuto verificare che si trattava di un dirottatore solitario.
Amato ha spiegato che il giovane, che era disarmato, «ha approfittato di un momento in cui la hostess ha aperto la porta della cabina di pilotaggio» e deve aver detto qualcosa al pilota: che lui stesso si sarebbe fatto esplodere se non avesse eseguito i suoi ordini e che i suoi complici avrebbero fatto esplodere l'aereo. Poi è arrivata un'ulteriore informazione, secondo cui «un altro aereo sarebbe stato fatto esplodere se non fosse stato messo in condizione di recapitare un messaggio al Papa».
Il ministro ha ricordato che Hakan Ekinci durante il dirottamento ha mostrato «di conosere le procedure di volo e i codici, avendoli imparati su Internet. Il pilota aveva dato il segnale di allarme e giovane turco lo ha cambiato in "dirottamento".

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