Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:31

Intelligenza artificiale, simposio a Bari

L'occasione è stato il 50° anniversario dall'avvio degli studi sull'Intelligenza Artificiale. «Non solo robot, ma studi complessi». Intervista alla prof.ssa Floriana Esposito
robot umaniodeBARI - «L'idea del robot è il concetto più immediato che scatta quando si parla di Intelligenza Artificiale, mentre le questioni sono molto più complesse di quanto si possa credere». La professoressa Floriana Esposito, del dipartimento di Informatica dell'Università di Bari sorride mentre cerca di spiegare cosa gli scienziati intendano realmente per Intelligenza Artificiale, chiarendo almeno in parte gli argomenti che sono stati trattati in un simposio internazionale sulle «Metodologie per i sistemi intelligenti (Ismis 2006)» che si è tenuto dal 27 sino al 29 settembre all'interno della facoltà barese. Tra i partecipanti ai lavori: Steffen Staab dell'Università di Coblenza, Ivan Bratko dell'Università di Lubiana e Ramon Lopez de Mantaras del Laboratorio di Intelligenza Artificiale del Cnr spagnolo di Barcellona.
L'occasione per tutti è stato il 50° anniversario dall'avvio degli studi sull'Intelligenza Artificiale, partendo proprio dalle parole del matematico che coniò i termini, John McCarty: «Si tratta di studiare ogni aspetto dell'apprendimento e ogni altra peculiarità dell'intelligenza umana nell'idea che si possano costruire macchine in grado di simularla o replicarla». A questa definizione se ne affianca un'altra di un alto pioniere in queste ricerche, Marvin Minsky: «Far fare alle macchine delle cose che richiederebbero l'intelligenza se fossero fatte dagli uomini».
«Nel tempo e con la responsabilità di scrittori di fantascienza come Asimov o attraverso i vari film che si sono susseguiti - sottolinea Floriana Esposito - si è generata la confusione nel confondere l'intelligenza artificiale solo con i robot, visti spesso in accezione negativa. Invece le implicazioni dei nostri studi sono molto più ampie ed impattano con le nuove tecnologie, internet e soprattutto sono a diposizione e per il benessere degli uomini». «Una cosa è bene chiarirla: un uomo non potrà mai essere sostituito da una macchina o un robot. I nostri studi mirano a capire i meccanismi di riferimento ed apprendimento dell'uomo e riprodurli all'interno di sistemi automatizzati; anche per questo motivo prima di adottare il termine Intelligenza Artificiale (o I.A.) si parlava di Machine Intelligence e sono stati sviluppati programmi per calcolatore che utilizzano modelli del comportamento umano».
Uno degli obiettivi è permettere all'uomo di comunicare con i computer, magari superando le barriere dei monitor o delle tastiere, grazie a software che riescano a superare la strumentazione hardware. Alcuni di questi progetti sono già attivi, altri in sperimentazione, prima di diventare prodotti in vendita comune: «in Germania stanno perfezionando navigatori satellitari in grado di parlare con il conducente - spiega la Esposito - cioè in grado di rilevare i comandi vocali e non solo attraverso impostazioni manuali. Similmente ci sono progetti che mirano a costruire macchine in grado di interpretare lo stato d'animo della persona dal suo tono di voce».
Qualcosa di simile avviene tra esseri umani nelle comunicazioni verbali e non verbali: ognuno di noi sa capire dal tono con il quale si parla se una frase o una parola intendono un concetto anche opposto al significato letterale, per una macchina o un computer questa interpretazione del linguaggio è pratica ancora difficile, perchè non si è ancora completamente esplorato i processi di apprendimento attraverso i quali raggiungere questi livelli di esperienza.
«Ecco perchè ad esempio una delle frontiere dell'Intelligenza Artificiale è la web semantica - sottolinea la professoressa -. Qual è oggi il limite di un motore di ricerca? Che la mole di risultati per ogni richiesta effettuata (query, ndr.) è tale che si rischia di perdersi. Questo accade perchè il motore di ricerca si sviluppa grazie ad algoritmi basati sulla sintassi e la frequenza delle parole oggetto della query, ma se la ricerca fosse effettuata in maniera intelligente, secondo un modello semantico, ognuno di noi otterrebbe con maggiore precisione quanto cerca, in base al significato che ci interessa. Questo è esattamente materia di ricerca della web semantica. Un altro esempio di applicazione di grande utilità sarebbe produrre software intelligenti a difesa dei nostri pc dagli attacchi hacker. Immaginiamo se si riuscissero a creare programmi agenti in grado di vivere nel nostro computer, apprendere le strategie di attacco hacher ed evolversi nel tempo, imparando da ogni attacco che si riesce a superare. Sono solo esempi naturalmente, noi oggi non siamo in grado di dire quale sarà la realtà fra 50 anni, così come 50 anni fa non si poteva immaginare la realtà di oggi, ma lavorare insieme ci sta permettendo di condividere esperienze e superare sfide continue».
Ascoltando queste spiegazioni si potrebbe trovar comici gli sforzi che alcuni scienziati profondono in una specie di «gioco», il «robocup», la coppa dei robot che giocano a calcio. In realtà la robocup è una sperimentazione molto sofisticata di macchine dotate di intelligenza artificiale che giocano apprendendo le strategie di gioco, riconoscendo i propri compagni di squadra dagli avversari e sviluppando sistemi e modelli per vincere. Definire tutto questo «fantascienza» è quasi un insulto.
Rita Schena

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione