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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:48

In Libano non solo Unifil, al via task-force per l'agricoltura

Lo ha detto a Bari il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, che nella Prefettura del capoluogo pugliese ha incontrato i ministri dell'Agricoltura Talal Sahili del Libano, Adel Safar della Siria e George Pullicino di Malta che stanno partecipando alla IV edizione di «Mediterre» la Fiera dei parchi del Mediterraneo
BARI - «Ci accingiamo a fare in modo che la missione italiana in Libano non sia legata solo a Unifil ma che sia accompagnata da queste missioni umanitarie e di cooperazione, che vanno incontro alle difficoltà operative interne al mondo dell'agricoltura e della pesca in quel paese». Lo ha detto a Bari il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, che nella Prefettura del capoluogo pugliese ha incontrato i ministri dell'Agricoltura Talal Sahili del Libano, Adel Safar della Siria e George Pullicino di Malta che stanno partecipando alla IV edizione di Mediterre la Fiera dei parchi del Mediterraneo.
«Il primo ministro Siniora alcune settimane fa -ha spiegato De Castro- aveva scritto al presidente Prodi, chiedendo al governo italiano aiuto e assistenza nei settori dell'agricoltura, della pesca e delle foreste del Libano che hanno subito danni a causa del conflitto con Israele. Con questo nostro incontro abbiamo oggi dato seguito alla lettera di Siniora e alla risposta di Prodi. In seguito -ha proseguito il ministro- si è concretizzato un accordo, che firmerò stasera stessa o nei prossimi giorni per costituire una "task force" mista, italiana e libanese, approfittando anche della casuale combinazione che il presidente "pro tempore" del Siam (Centro internazionale alti studi agronomici del Mediterraneo), di cui è parte integrante lo Iam di Bari, è un professore libanese che sta vivendo direttamente questa situazione difficile».
«Insieme al direttore dello Iam Lacirignola, che sarà il coordinatore di questa task force -ha annunciato De Castro- ci recheremo a metà ottobre a Beirut per definire assieme agli amici libanese un programma di azione comune per la promozione e sviluppo dell'agricoltura per venire incontro ad alcune difficoltà operative che si stanno vivendo nelle zone rurali e interne del Libano che hanno dovuto ospitare una grande quantità di popolazione rifugiatasi in campagna a causa dei bombardamenti».
Il ministro De Castro ha spiegato che «è stato già definito un accordo con il ministro degli Esteri D'Alema e con quello della Difesa Parisi. I due ministeri -ha proseguito- saranno parte integtrande di questa task force».
A questo gruppo, oltre ai membri del governo italiano e libanese, parteciperà al Regione Puglia che sarà rappresentata dall'assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli. «Come sapete -ha detto De Castro ai giornalisti- Nichi Vendola è stato delegato dalla conferenza Stato-Regioni come capofila dei rapporti di cooperazione».
«L'attacco di Israele -ha spiegato il ministro libanese dell'Agricoltura Sahili- ha avuto un impatto gravissimo in diversi settori dell'agricoltura, a cominciare dalla pesca. Molti pescherecci sono stati distrutti dalle incursioni aeree dell'esercito israeliano, come anche le aziende avicole e i frutteti. Le campagne libanesi -ha concluso- sono state disseminate da circa un milione e 200 mila bombe, il che non permette agli agricoltori di rientrare nei campi e di riprendere l'attività».
Con il ministro siriano Safar, De Castro ha parlato dei rapporti di cooperazione in agricoltura («che non sono nati oggi», ha detto il ministro delle Politiche agricole) che si sono sviluppati «attraverso programmi di assistenza tecnica ma anche mediante lo scambio di studenti e di esperti italiani e siriani nel campo dell'irrigazione».
«Proprio a Bari - ha spiegato De Castro - l'Isitituto agronomico del mediterraneo ha diversi studenti siriani che seguono il corso di studi e quindi abbiamo potuto metere ulteriore carne al fuoco al pacchetto di misure che, a suo tempo, erano state siglate dal precedente governo con il precedente ministro siriano. Ho accettato l'invito del ministro di ritrovarci a Damasco a firmare questo accordo, che abbiamo immaginato oggi, di rafforzamento della cooperazione e abbiamo immaginato nella prossima primavera una mia visita a Damasco».
«Con il ministro di Malta - ha proseguito - abbiamo parlato dei futuri negoziati europei. Inoltre abbiamo discusso dell'idea, che ci sta venendo insieme al commissario europeo alla pesca, che è un maltese, e stiamo costruendo sempre con gli amici del Siam (Centro internazionale alti studi agronomici del Mediterraneo ndr) l'ipotesi di una conferenza mediterranea sulla pesca da tenere a Malta dopo l'approvazione del dossier "Mediterraneo"».
«Quest'ultima - ha continuato De Castro - è un'agenda che prevede l'approvazione entro l'anno ma che sappiamo che slitterà alla primavera prossima. Dopo l'approvazione a Bruxelles del dossier, che fissa regole sulla pesca sostenibile nel Mediterraneo, pensiamo di organizzare una conferenza perchè vorremmo estendere le regole europee anche ai paesi del Nord Africa. Cioè come avere regole condivise che aiutino noi europei a difenderci dalle flotte coreane e giapponesi. Finchè non avremo regole comuni potranno pescare liberamente nel Mediterraneo mentre noi litighiamo per metterci d'accordo», ha concluso.

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