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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:46

Raccolta differenziata: intesa in Puglia

Al salone "Mediterre" convenzione fra la Regione ed il Conai • Messaggi di pace dai ministri dell'agricoltura di Libano, Siria e Malta • Distribuito il manuale per "Ecolabel" (marchio del turismo ecosostenibile)
Raccolta differenziata BARI - Il recupero di materia è al centro della strategia della Regione Puglia per uscire dalla emergenza rifiuti: lo ha detto il governatore della Puglia, Nichi Vendola, poco prima di firmare la convenzione con il Conai per la raccolta differenziata. L'iniziativa è stata organizzata nell'ambito di Mediterre, la Fiera dei parchi del Mediterraneo cominciata ieri nel quartiere della Fiera del Levante di Bari e che si concluderà domenica prossima.
«Non c'è più tempo: chi si gingilla - ha ammonito Vendola - pensando che a un certo punto qualche scienziato, qualche apprendista stregone inventerà la pozione magica che ci può salvare dall'effetto serra o dalla diossina o da qualunque altra porcheria che ammazza le nostre vite, la nostra salute, sta ciurlando nel manico». «Noi - ha aggiunto Vendola - dobbiamo operare politicamente per il mutamento delle politiche di tutela dell'ambiente e la Regione Puglia vuole vincere questa sfida: la Puglia, per quanto riguarda i rifiuti, era una regione di retroguardia, ora vuole diventare una regione d'avanguardia». Quindi è chiaro che «ciascuno deve fare la sua parte, la protezione dell'ambiente, la protezione degli ecosistemi, la messa in sicurezza del territorio, l'atteggiamento di uso parsimonioso del bene comune dell'acqua o il coinvolgimento dei cittadini nella raccolta differenziata prospettano un nuovo civismo». Secondo Vendola, «siamo di fronte a situazioni paradossali, soprattutto nell'area del Mezzogiorno d'Italia, ci troviamo in un vero e proprio angolo buio, in cui il ciclo dei rifiuti invece di trasformarsi in un ciclo economico virtuoso, in un fattore utile alle politiche di tutela ambientale rischiano di travolgere la vita civile dei territori e di trasformarsi in strane alternative che sono infondate dal punto di vista oggettivo e materiale: l'idea che il ciclo dell'incenerimento, graziosamente chiamato termovalorizzazione sia un ciclo alternativo a quello delle discariche, è un elemento di mistificazione della verità».
«Dopo che si è abbondantemente devastato un territorio, inquinato l'ambiente non soltanto l'ambiente naturale ma anche l'ambiente in senso lato perché attorno alle discariche, basta pensare alla vicenda della Campania, c'è un giro di eco-mafie impressionante, il rischio - per il presidente della Regione - è che si passi a un ciclo dell'incenerimento che produce un formidabile inquinamento per altre vie».
E la termovalorizzazione per la Puglia era una «opzione con effetti multipli» perché il piano dei rifiuti che Vendola aveva trovato al momento del suo insediamento aveva nella termovalorizzazione «la sua opzione fondamentale». «La costruzione di molti termovalorizzatori - per Vendola - avrebbe ucciso la prospettiva della raccolta differenziata; il recupero energetico posto come un paradigma intero del ciclo dei rifiuti avrebbe spiantato completamente le politiche di recupero di materia, di riciclo, con un danno economico oltre che ambientale che questo comporta perché il recupero di materia schiude infinite prospettive di sviluppo economico e anche occupazionali».
Il governatore ha anche aggiunto che la quantità di termovalorizzatori tra piano pubblico e parte privata che si sarebbe determinata in Puglia avrebbe prodotto questo risultato: «la Puglia come discarica nazionale». Perché - ha spiegato - «per tenere a regime impianti così importanti e così poderosi evidentemente non sarebbe stata sufficiente la produzione di rifiuti in Puglia, avremmo dovuto importare rifiuti da altre regioni». Modificare quel piano di rifiuti era dunque «un azzardo» ma questa giunta regionale si è presa «l'agio di non finire nel trabocchetto di chi diceva "poichè le discariche sono piene dobbiamo correre a realizzare i termovalorizzatori"; noi abbiamo invece voluto mettere al centro del piano non il recupero energetico ma il recupero di materia, cioè una svolta culturale notevole».
La Regione Puglia ha quindi messo «al centro la raccolta differenziata, la raccolta differenziata spinta e quella domiciliare: partendo con uno dei dati più mortificanti d'Italia, il 7% di raccolta differenziata, e nel 2010 intende raggiungere il 55%. Una meta «possibile - secondo Vendola - perché in Puglia stanno maturando esperienze che - ha detto - ci dicono che si può».
E per questo la giunta regionale ha investito, proprio per la raccolta differenziata, 11 milioni di euro. C'è inoltre un'altra novità: la cabina di regia istituita a livello regionale per gestire la transazione dal regime di emergenza (il commissariamento per l'emergenza rifiuti scadrà il 31 gennaio prossimo) al regime ordinario, sta discutendo, tra gli argomenti esaminati, anche sull'uso dell'ecotassa, «con una griglia di criteri - ha detto Vendola - che provocano premialità nei confronti di quei Comuni che attivano le procedure per la raccolta differenziata».

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