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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:53

Razzismo, tarantina chiede scusa

Aveva chiamato il "118" perché il marito accusava forti dolori ma siccome la dottoressa è di pelle nera le aveva bruscamente impedito di entrare in casa per visitarlo
TARANTO - «Non so che cosa mi sia successo, è come se quel giorno ci fosse stata un'altra persona al mio posto. Forse ero stanca, non dormivo da due giorni perchè mio marito non stava bene. Chiedo ancora scusa, spero di poter prendere un caffè con lei». A parlare è la donna tarantina abitante al quartiere Paolo VI che tre giorni fa aveva bruscamente impedito ad una dottoressa del "118" di entrare in casa per visitare il marito che accusava forti dolori. Non l'aveva fatta entrare perchè la dottoressa ha la pelle nera.
La notizia - pubblicata oggi sul quotidiano "La Stampa" - ha suscitato clamore a Taranto e la donna ha chiesto scusa praticamente in diretta, mentre le telecamere di alcune emittenti televisive mandavano in onda le dichiarazioni preoccupate del dirigente responsabile del "118" di Taranto, Giuseppe Turco.
La dottoressa, Kwelsukila Loso, lavora nel servizio sanitario nazionale italiano dal 2003. Nata in Congo 45 anni, due specializzazioni alle spalle, la donna da diversi anni risiede a Taranto. «Che cosa capisce lei di medicina?»: più o meno queste erano state le parole della moglie dell'ammalato quando aveva aperto la porta di casa per far entrare i medici del "118" che lei stessa aveva chiamato per telefono. La sua reazione alla vista di un medico di colore era stata stizzosa e dura.
La dottoressa era andata via sconcertata, così come i suoi colleghi in servizio. Poco dopo le era arrivata ufficialmente la solidarietà del dirigente responsabile del "118" di Taranto, Giuseppe Turco. «E' un episodio deprecabile - aveva commentato Turco prima che arrivassero le scuse della signora - ma Taranto non è una città razzista. Non è mai accaduto un fatto del genere. Spero che la situazione si chiarisca presto».

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