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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:35

«Dammi lavoro» e aggredisce sindaco di Giovinazzo

E' la terza volta in pochi mesi che Antonio Natalicchio (Ds) subisce un'aggressione. L'Anci Puglia, temendo per la sua incolumità, chiede l'intervento del prefetto di Bari
BARI - Per l' ennesima volta, la terza in pochi mesi, il sindaco diessino di Giovinazzo (Bari), Antonio Natalicchio, è stato aggredito e l' Anci Puglia, temendo per la sua incolumità, chiede l'intervento del prefetto di Bari.
Gli ultimi episodi di aggressione, verbale e fisica, sono avvenuti ieri sera, davanti al Comune di Giovinazzo. Il sindaco era davanti all' ingresso del Comune, in attesa dell' inizio di una riunione, con alcuni consiglieri comunali ed un dirigente comunale, quando è stato avvicinato da un uomo, sottoposto alla misura dell' obbligo di firma presso le forze dell' ordine, che lo ha insultato, minacciato e strattonato violentemente, pretendendo un posto di lavoro.
Il sindaco si è divincolato ed è riuscito a raggiungere il suo ufficio. Ma all' uscita dal Municipio, alcune ore dopo, era ad attenderlo nuovamente l' aggressore che lo ha seguito inveendo contro di lui e cercando di colpirlo fisicamente. Il sindaco ha quindi denunciato l' uomo, da tempo conosciuto dal settore dei servizi sociali del Comune, ai carabinieri.
E' questo l' ennesimo episodio: l' ultimo prima di quello avvenuto ieri risale ad alcuni mesi fa. In quella occasione la protagonista dell' aggressione è stata la moglie dell' uomo che ieri ha minacciato e malmenato il sindaco. La donna fece irruzione nella stanza del sindaco e lo colpì violentemente con una bottiglia di acqua.
«Si tratta di episodi - afferma il sindaco - che fanno riflettere, così come occorre riflettere sul ruolo, in queste vicende, che potrebbe essere svolto da partiti e associazioni che, con le loro azioni, istigano».
Natalicchio, in particolare, fa riferimento «alla campagna diffamatoria» messa in atto, a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato, nella prossima primavera, «dai partiti dell' opposizione di centrodestra, e anche da Prc, Socialisti autonomisti, Rosa nel pugno, Verdi, Legambiente e sigle di comitati come Codacons e Codacom», tutti contrari al Piano antenne per la telefonia cellulare approvato alcuni mesi fa dal consiglio comunale di Giovinazzo.
«Sui muri della città - racconta il sindaco - sono apparsi manifesti listati a lutto dove si dice che la città è morta. Non solo: sono stati diffusi volantini anonimi con diffamazioni gravissime secondo le quali io e gli assessori ci saremmo arricchiti a danno della vita dei cittadini. E su alcuni muri sono state appese lenzuola con la scritta "sì alla vita, no alle antenne"». «C'è - afferma il sindaco - una responsabilità politica diffusa rispetto alla esposizione della mia persona». Natalicchio chiede che i partiti diano vita ad una riflessione al proprio interno sul ruolo dei sindaci. Uomini - dice - «che sono sempre in trincea, in prima linea e si dovrebbe dunque comprendere che nel momento in cui si diffama un pezzo della politica, non è che poi chi diffama viene risparmiato dalla sfiducia che dilaga nelle popolazioni nei confronti della politica e delle istituzioni». Intanto l'Anci Puglia, in una nota, esprime «profonda solidarietà al sindaco di Giovinazzo» e fa appello alle autorità preposte alla sicurezza ed alla tutela dell' ordine pubblico «affinchè finalmente si adoperino per ripristinare condizioni di regolarità democratica e tutelino l' integrità fisica del sindaco di Giovinazzo ed il suo diritto ad esercitare l' alta funzione a cui i cittadini lo hanno chiamato».
L' Anci chiederà ufficialmente un intervento al prefetto di Bari «a garanzia - si legge - dell' incolumità fisica ed istituzionale del sindaco Natalicchio».

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