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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:17

Truffa al Comune di Taranto

Arrestati 2 imprenditori e 7 funzionari comunali per - tra l'altro - associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato. Il procuratore: «A certe meraviglie non ci si abitua mai»
TARANTO - Due imprenditori e sette funzionari del Comune di Taranto sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia della città jonica, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico e abuso d'ufficio.

Le indagini sono iniziate oltre 7 mesi fa e hanno riguardato in particolare le procedure di affidamento e gestione di una struttura ricreativa comunale denominata Parco Cimino, nonchè numerose opere compiute da una società e indebitamente commissionate o liquidate per effetto di atti amministrativi illeciti posti in essere dai funzionari arrestati.
Notevole il volume di denaro pubblico oggetto delle ipotesi di reato formulate dagli inquirenti nel corso delle indagini. I fatti si riferiscono a un periodo tra il 2001 e il 2006. I carabinieri della Compagnia di Taranto hanno sequestrato, in esecuzione di un'altra ordinanza emessa dal gip, beni immobili appartenenti agli stessi indagati per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.
Si tratta di abitazioni di pregio, appartamenti e terreni, a Cortina D'Ampezzo (Belluno), Firenze, Bari, Martina Franca (Taranto) e in alcune località marine della litoranea salentina. Altre tre persone sono indagate in stato di libertà.

Nel corso delle indagini sono stati analizzati documenti contabili, provvedimenti amministrativi, gare d'appalto e procedure di liquidazione. E' emerso come, in diversi casi, a causa di un illecito accordo tra i funzionari della pubblica amministrazione e la ditta privata beneficiaria dei pagamenti, siano stati adottati provvedimenti amministrativi illegittimi che, con un considerevole dispendio di denaro pubblico, hanno favorito la ditta privata, procurandole un ingiusto profitto complessivamente quantificato in circa 5 milioni di euro.

Le indagini dei carabinieri hanno fatto emergere gravi illeciti anche nelle procedure di autorizzazione di lavori edili e di manutenzione, ordinaria e straordinaria, lavori i cui costi avrebbe dovuto sostenere il gestore, e che invece sono stati liquidati dal Comune. Inoltre sarebbero stati realizzati in assenza delle necessarie autorizzazioni dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali.
E' stata analizzata un'ingente mole di documenti e provvedimenti amministrativi e contabili acquisiti sia al Comune di Taranto che negli uffici della ditta privata che nel 2001 si aggiudicò la gestione del Parco Cimino. Altri gravi illeciti sono inoltre emersi nelle procedure di autorizzazione e liquidazione di molti lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione del parco, nelle spese di gestione e di vigilanza e nel pagamento dei canoni relativi ai consumi energetici, rimasti sempre a carico del Comune malgrado fosse previsto diversamente nel contratto di gestione sottoscritto nel novembre del 2001 con la ditta privata aggiudicataria dell'appalto. In alcuni casi, peraltro, i lavori oggetto delle numerose e molteplici liquidazioni a favore dei gestori hanno riguardato strutture diverse dal Parco Cimino o addirittura immobili di privati, mentre in altri casi, le stesse fatture, emesse seguendo una procedura illegittima, sono state liquidate più volte.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti dei coniugi tarantini Giuseppe Ladiana e Adele Aloisio, di 70 e 72 anni, già amministratori unici della società 'Day Service srl'. Entrambi, per l'età avanzata, sono stati posti agli arresti domiciliari. I carabinieri in un comunicato, fanno notare che si tratta «dei suoceri di un noto pregiudicato tarantino, destinatario, negli anni scorsi, di un grave attentato dinamitardo, ritenuto collegato alla criminalità organizzata».
Inoltre sono stati arrestati sette tra funzionari e dirigenti del Comune (alcuni dei quali non più in carica). Si tratta di Santo Barracato, 61 anni, nativo di Lercara Friddi (Palermo), capo servizio amministrativo della direzione attività produttive del Comune, Cosimo Damiano Borsci, 55 anni, capo servizio tecnico della direzione decentramento comunicazione e innovazione-direzione gestione amministrativa risorse territoriali e ambientali (patrimonio e lavori pubblici), Vincenzo De Palma, 61 anni, già responsabile della direzione patrimonio e lavori pubblici, Antonio Liscio, 53 anni, già responsabile della direzione risanamento città vecchia - progetti speciali, Luigi Casimiro Lubelli, 62 anni, nato a Lecce, già responsabile della direzione studio, ricerca e progettazione e già detenuto per altra causa, Carlo Patella, 53 anni, già capo servizio economico - finanziario della direzione risorse finanziarie già detenuto per altro motivo, Fernanda Prenna 50 anni, già responsabile coordinatore professionisti area specialistica lavori pubblici - ambiente - patrimonio, già agli arresti domiciliari per altra causa e colpita in questa occasione da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

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