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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:51

«Il Sud è parte fondamentale»

A dirlo il sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico, già presidente della Regione Basilicata a conclusione della cerimonia di inaugurazione della 70/a edizione della Fiera del Levante • Mimmo Pantaleo (Cigl Puglia): erano anni che la Puglia non era argomento centrale nell'economia. Più critica Mary Rina (Cisl Puglia): si sono sentite molte promesse • Gli imprenditori pugliesi: restiamo in attesa degli sviluppi economici
BARI - Occorre guardare al Sud «come parte fondamentale del Paese, che punta a costruire qui le condizioni perchè le straordinarie potenzialità presenti in questo territorio possano essere messe a valore». Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico, parlando con i giornalisti a conclusione della cerimonia di inaugurazione della 70/a edizione della Fiera del Levante alla quale ha partecipato il presidente del consiglio dei ministri, Romano Prodi.
«Per la prima volta - ha detto Bubbico commentando il discorso di Prodi - ci troviamo di fronte ad una visione che non punta a differenziare l'attenzione rispetto ad un ritardo che riguarda una parte del Paese». Il Mezzogiorno, secondo il sottosegretario, «è stato oggetto per troppo tempo di interventi straordinari, di ragionamenti particolari. E gli esiti non sono stati positivi perchè i ritardi non solo non si sono ridotti ma addirittura sono cresciuti». Ecco perchè è «opportuno, necessario, provare attraverso una diversa modalità che guarda al Sud come parte fondamentale del Paese».
Per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio, «se fosse stata declinata - secondo Bubbico - nella dimensione di un vantaggio localizzativo indifferenziato, avrebbe esposto il Mezzogiorno al rischio di ricevere tutte le marginalità negative derivanti da una continua ristrutturazione dei mercati globali». «Il fatto di puntare ad una differenziazione settoriale oltre che territoriale - è convinto il sottosegretario allo sviluppo economico - ci dà la possibilità di evitare questo rischio e di puntare su quei segmenti che possono rendere irreversibile, duraturo, il processo di crescita del Mezzogiorno; perchè noi spesso dimentichiamo che in questo Sud esistono non solo persone valorose, intelligenze straordinarie ma esistono anche aziende che appartengono ormai al territorio, che costituiscono un bene pubblico non sempre difeso, per la verità, che hanno realizzato successi nonostante le tante difficoltà».
«Io sono convinto - ha aggiunto ancora - che il Mezzogiorno potrà superare le proprie difficoltà se diventerà protagonista di un processo nel quale alle attenzioni del Paese, alle attenzioni del governo nazionale, corrispondano protagonismi, responsabilità, progetti e lungimiranza da parte delle classi dirigenti del Sud». «E i presidenti delle Regioni meridionali - ha aggiunto - mi pare che si stiano muovendo bene: sono certo che con loro avremo la possibilità di condividere le priorità, le modalità più proficue per utilizzare al meglio le risorse disponibili per le aree di convergenza, quindi le risorse comunitarie e le risorse Fas, ma anche per codificare una modalità che finalizzi gli investimenti ordinari dello Stato per superare le difficoltà soprattutto infrastrutturali. E quando parliamo di infrastrutture è necessario ricordare che non parliamo solo di strade e ferrovie, di porti e aeroporti, ma parliamo anche di Università e di ricerca che sicuramente nel Mezzogiorno possono radicarsi più proficuamente».

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