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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:11

«L'Ilva torni a trattare con i sindacati»

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine della riunione da lui convocata e presieduta con i sindacati per fare il punto sulla situazione all'Ilva di Taranto
BARI - La patata bollente passa nelle mani della dirigenza dell'Ilva di Taranto. Se si tornerà o meno a «ordinate relazioni industriali», come le definisce il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dipenderà dalla volontà dell'Ilva di «riaprire subito il negoziato aziendale con Fim, Fiom e Uilm sui problemi della sicurezza». Sono parole dello stesso governatore pugliese, pronunciate al termine del vertice convocato e presieduto oggi, affiancato da un gruppo di assessori regionali, con i rappresentanti sindacali regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil e di categoria dei metalmeccanici di Taranto.
Due ore è durato il confronto, e alla fine Vendola ha rivolto un appello alla dirigenza Ilva. I sindacati, da parte loro, attendono che l'azienda compia il primo passo distensivo e intanto confermano gli scioperi programmati a scacchiera in stabilimento, a partire da quelli di domani. Se questo passo ci sarà, Vendola si è impegnato a «riconvocare a Taranto il tavolo politico, anche chiedendo al governo nazionale di marcare una sua presenza». Lo scopo è fare il punto su tutti gli obiettivi discussi in sede di tavolo tecnico (anche questo da riconvocare), che non riguardano solo la sicurezza sul lavoro ma anche, ad esempio, la tutela dell'ambiente.
Vendola non ha nascosto le difficoltà ma ha sottolineato che questa è «una partita politica gigantesca, la partita del più grande gruppo siderurgico d'Europa, della più grande industria manifatturiera d'Italia, della più grande impresa che opera sul territorio pugliese e del più grande polmone occupazionale su un territorio difficile com'è quello tarantino». Ed è una partita, ha aggiunto lo stesso presidente, che «può essere giocata soltanto insieme ai lavoratori e ai sindacati, che sono i garanti dei diritti dei lavoratori e che devono avere un ruolo fondamentale nella definizione degli obiettivi e del cronoprogramma per raggiungerli».
E i sindacati? Hanno manifestato «apprezzamento» per l'appello rivolto all'Ilva da Vendola. Lo hanno fatto anche i sindacati dei metalmeccanici, pur ribadendo che quell'intervento diretto dei giorni scorsi del governatore sulla dirigenza Ilva per far ritirare i licenziamenti non è piaciuto. «Tardivo e per alcuni aspetti anche negativo», a detta della Uilm, perchè «non ci ha lasciato la possibilità di ricorrere in tribunale contro quella sentenza ingiusta e sbagliata».
Scioperi confermati, dunque, in attesa di un passo indietro dell'Ilva per riaprire il dialogo. Scioperi che per Vendola sono «dimostrazione di una grande disponibilità alla lotta della classe operaia tarantina e della sintonia tra sindacati e lavoratori». Su questo Regione Puglia e sindacati, come ha commentato il segretario regionale della Cgil, Mimmo Pantaleo, sono «su una linea chiara». Ovvero «Riva deve cambiare assolutamente strada, riaprire una discussione col sindacato per risolvere le grandi questioni», altrimenti «non c'è prospettiva per un confronto vero». Intanto domani, nel colosso siderurgico, incroceranno le braccia per quattro ore gli operai dell'acciaieria e dell'area ghisa.

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