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Giovedì 21 Settembre 2017 | 00:00

Gravina - Indagini su padre di Ciccio e Tore

Perquisizioni sono state compiute nell'abitazione e su automezzi usati da Filippo Pappalardi, il padre di Francesco e Salvatore, i fratellini di 13 e 12 anni, scomparsi dal 5 giugno scorso
Francesco e Salvatore Pappalardi i due fratellini scomparsi a Gravina il 5 giugno 2005 GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Gli indizi sulla scomparsa di Ciccio e Tore ora si cercano anche con il luminol in casa e sui veicoli del loro papà, Filippo Pappalardi, che da oggi è ufficialmente indagato per il sequestro dei suoi due figli.
Ciò vuol dire che la polizia ipotizza che il sequestro dei due fratellini di Gravina in Puglia possa essere stato compiuto dall'uomo, ma anche che i due ragazzini di 13 e 12 anni possano essere stati uccisi. Per questo motivo, proprio con il luminol, che rileva la presenza di tracce di sangue non visibili ad occhio nudo, i poliziotti stamattina hanno passato ai raggi x l'abitazione in cui vive, assieme alla convivente e con altri tre bambini, Filippo Pappalardi, la sua Lancia Dedra blu targata Potenza, e il camion sul quale ogni giorno l'uomo compie viaggi di lavoro per conto dell'azienda per cui lavora.
Ispezioni sono state ordinate anche sui terreni riconducibili a lui, per capire se su di essi vi siano tracce di Francesco e Salvatore, scomparsi nel nulla dalla loro casa di Gravina in Puglia il 5 giugno scorso. Dai controlli finora compiuti - assicurano gli inquirenti - non sono stati raccolti dati rilevanti ai fini investigativi, ma gli accertamenti continueranno da domattina.
Per svolgere queste indagini, il procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, ha fatto notificare a Pappalardi un'informazione di garanzia per sequestro di persona. L'atto conferma che dopo tre mesi di indagini infruttuose orientate almeno inizialmente su Rosa Carlucci, la mamma dei due ragazzini scomparsi, ora la Procura di Bari cambia rotta e punta sul papà di Ciccio e Tore, conosciuto in paese come un autotrasportatore che lavora da mattina a sera, ma anche come una persona violenta.
Sulla posizione di Pappalardi - che continua a proclamarsi estraneo ai fatti - si è soffermato oggi per la prima volta il procuratore Marzano che ha ammesso che sulla scomparsa dei due fratellini ci sono «indicazioni testimoniali che ci portano a credere che la figura di Pappalardi (Filippo, ndr) possa in qualche modo essere coinvolta». E ha aggiunto che alcuni testimoni, un paio, parlando dell'uomo e dei suoi figli, dicono di aver «assistito a circostanze dalle quali si potrebbe desumere che forse il padre li abbia visti» alle 21.30 del 5 giugno scorso, ora in cui dei due ragazzini si sono perse definitivamente le tracce.
Quest'ultimo avvistamento, rivelato a metà agosto da un paio di testimoni, risale proprio alle 21.30 quando i due fratellini sono stati visti giocare con le pistole ad acqua in piazza cattedrale, a Gravina in Puglia. Il procuratore non ha voluto aggiungere altri particolari sulla vicenda dell'ultimo avvistamento, così come non ha commentato l'indiscrezione secondo la quale i testimoni avrebbero riferito alla polizia di aver visto i due fratellini con il padre, sempre alle 21.30 del 5 giugno.
Alle testimonianze che la Procura di Bari ha finora raccolto ha risposto da tempo lo stesso Pappalardi che ha smentito di aver incontrato quella sera i suoi bambini e ha replicato di non aver nulla a che fare con la loro sparizione. Secondo altri testimoni, compresa la sua attuale convivente, l'uomo si è aggirato per Gravina dalle 21,30 alle 22 circa alla ricerca dei ragazzi, è rientrato a casa per poi uscire di nuovo intorno alle 22, e alle 23,50 è andato a denunciare verbalmente la scomparsa dei figli al commissariato di polizia di Gravina.
Oggi Pappalardi tramite il suo avvocato, Angela Aliani, ha fatto sapere di essere «sereno ma stanco». «Voglio solo essere aiutato - ha detto l'uomo - a trovare i miei figli; l'avviso di garanzia non ha modificato nè la mia posizione nè il mio stato d'animo».

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