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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:42

Un piano strategico metropolitano per Bari

Trenta Comuni e la Provincia di Bari alla firma di un protocollo per pianificare insieme i loro programmi di governo. L'obiettivo è un sistema unico per un territorio migliore
BARI - «E' la prima volta che trenta Comuni e la Provincia di Bari immaginano di mettere insieme i loro programmi di governo per costruirne uno che consenta di risparmiare energie, di pianificare con maggiore coordinamento e precisione e soprattutto di creare una forza politica che non derivi come al solito da soggetti tradizionali ma dall'energia di un territorio». Lo ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, partecipando all'incontro per la firma del protocollo d'intesa per il piano strategico metropolitano. All'incontro sono intervenuti l'assessore regionale al bilancio e programmazione, Francesco Saponaro e il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella e numerosi sindaci. Emiliano ha sottolineato che «questo obiettivo del piano corrisponde a quello che il presidente Divella mi ha sempre sollecitato: la creazione di una relazione diretta tra chi vive e opera nei territori, dalle città alle campagne, e vuole costruire una Puglia più forte e più capace di competere non solo in Italia ma anche all'estero».

Divella, dal canto suo, ha smentito qualunque tipo di disaccordo con Emiliano: «Non abbiamo mai bisticciato e insieme stiamo cercando di dare al territorio le nostre migliori risorse in termini finanziari e di uomini. Crediamo che stando insieme possiamo dare molto a questo territorio, ne siamo convinti entrambi e la prova è che siamo qui per la firma di questo protocollo».
Divella ha poi sottolineato che al documento «non sono state apportate modifiche, ma considerazioni che abbiamo fatto insieme con il sindaco: la Provincia avrà un suo ruolo, come gli altri, e chiederemo alla Regione un tavolo permanente perchè miriamo a riunire tutti gli altri patti territoriali regionali e creare una cabina di regia. L'obiettivo è costruire un sistema unico che ci porti ad avere un territorio migliore».

Soffermandosi sul piano, Emiliano ha spiegato che «tutto ciò che nel vecchio Por era stato organizzato da singole città e dalla Provincia, chiedendo finanziamenti alla Regione in modo non coordinato, adesso viene trasformato in decine di progetti di fattibilità non duplicati, con grande risparmio di energie e grande raziocinio. Le probabilità che queste iniziative, dalle opere pubbliche ai progetti culturali, vengano finanziate sono molto più elevate. Così - ha concluso - la Regione potrà spendere i soldi dell'Unione europea in maniera molto più efficiente e mirata. In una fase successiva, il piano strategico serve a far vivere la comunità anche dopo l'utilizzo dei fondi strutturali europei, perchè non è intrinsecamente legato a questi fondi».

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