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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:28

Il comandante nave San Marco: vi racconto lo sbarco in Libano

Il capitano di vascello Maurizio De Giovanni, 46 anni, di Taranto, è soddisfatto di come si sono svolte le operazioni. L'anfibia della Marina sarà a Brindisi il 7 mattina
ROMA - «Come è andata? E' andata bene: abbiamo sbarcato uomini e 700 tonnellate di mezzi senza problemi. L'equipaggio è fantastico». Il capitano di vascello Maurizio De Giovanni, 46 anni, di Taranto, comandante della nave San Marco, è soddisfatto di come si sono svolte le operazioni di sbarco in Libano della Forza d'ingresso italiana. Anche perchè ("piccola nota di cronaca") il primo elicottero che ha toccato terra è decollato proprio dalla sua nave.
Ora sta tornando in Italia, ma presto ripartirà per il Libano. «Prevediamo di arrivare in porto, a Brindisi, il 7 mattina», dice al telefono, da bordo della nave. «Preleveremo altre aliquote del reggimento San Marco (circa 120 uomini - ndr) con mezzi cingolati e ruotati, poi faremo rientro in area di operazioni, all'incirca 3 giorni dopo, in modo da completare lo schieramento della Entry force italiana. I nostri militari sul terreno arriveranno così a quota 1.000».
Dove sbarcherete? «Potenzialmente useremo gli stessi approdi dell'altra volta, o Tiro o Naqura», risponde De Giovanni. Che ripercorre così le fasi dello sbarco di sabato scorso. «Siamo arrivati alle prime luci dell'alba davanti alle coste di Tiro, a circa 2 miglia: questo tipo di operazioni, infatti - spiega - si svolge di norma da distanza molto ravvicinata, per consentire la massima velocità nel dispiegamento dei mezzi anfibi. Quindi abbiamo cominciato ad allagare il bacino della nave per predisporci allo sbarco. Il primo elicottero a toccare terra è decollato dalla mia nave, con aliquote di uomini del reggimento San Marco, alle 7.45 ora italiana. Alcune ore dopo abbiamo 'lanciatò sulla spiaggia di Tiro gli Aav7, i mezzi dei lagunari. Nel primo pomeriggio, verso le 15, ci siamo invece spostati a Naqura, dove abbiamo messo a terra i restanti cingolati e i ruotati. Operazioni che si sono protratte per tutta la serata e che abbiamo completato il giorno dopo. Del resto avevamo riempito di mezzi il ponte garage e il ponte di volo: qualcosa come 700 tonnellate di materiali».
Alla fine di questa complessa operazione «il bilancio è senz'altro positivo. E' andata bene», dice De Giovanni. «Nave San Marco ha un equipaggio fantastico. Si sono mossi tutti in automatico, senza alcun ritardo e con la massima sicurezza. Le operazioni si sono svolte regolarmente e per me questo è motivo di grande soddisfazione». C'è stato il problema delle non buone condizioni del mare e della risacca, «ma c'era un piano alternativo, che prevedeva lo sbarco a Naqura, che è stato regolarmente applicato», spiega il comandante di nave San Marco. Tornati in Libano quale sarà il vostro compito? «Una volta sbarcati gli uomini e i mezzi del reggimento San Marco - risponde De Giovanni - immagino che dovremo restare in zona per fornire supporto logistico al personale schierato a terra. Ma lo sapremo meglio solo nei prossimi giorni».

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