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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:35

«Un caro amico ha tentato di uccidermi»

Studentessa universitaria di Taranto, 23 anni, ricoverata all'ospedale di Lecce: dopo il suo racconto, la Polizia ha denunciato un suo ex compagno di liceo, anche lui ricoverato per ferite varie
Violenza sessuale LECCE - Agenti della Questura di Lecce hanno identificato e denunciato in stato di libertà un giovane accusato da una studentessa universitaria di 23 anni di Taranto di averla picchiata a sangue nella notte tra il 1° ed il 2 settembre. La ragazza fu ritrovata in stato di shock da personale del 118 nella località marina di "Riva degli Angeli".

Ascoltata dai poliziotti, la vittima ha raccontato che la sera dell'1 settembre, intorno alle 19.30, era stata invitata da un caro amico, N.F., suo coetaneo e compagno di classe negli anni del liceo, a fare un giro in automobile e a mangiare un gelato. In effetti i due si recarono a San Giorgio Jonico nel tarantino e poi a Campo Marino. Ritornati in auto, ripresero la strada di ritorno per Taranto ma ad un certo punto, secondo quanto raccontato dalla ragazza, N.F. imboccò una stradina isolata dove avrebbe fermato la vettura e, all'improvviso, le avrebbe afferrato il collo, stringendolo con forza.
La malcapitata avrebbe cercato di reagire e di afferrare il cellulare per chiedere aiuto, ma, sfinita e spaventata, avrebbe perso probabilmente i sensi.
Quando riprese conoscenza, si ritrovò rinchiusa al buio nel cofano dell'automobile. A quel punto avrebbe cercato di liberarsi, ma il trambusto avrebbe attirato l'attenzione del suo amico.

Quest'ultimo sarebbe sceso dall'auto, avrebbe aperto il portellone e l'avrebbe trascinata per terra, cercando nuovamente di soffocarla. Inoltre le avrebbe infilato nelle narici delle pietre ed in bocca sterpaglia mista a terra e l'avrebbe colpita alla testa con una grossa pietra. Nella concitazione, la ragazza sarebbe riuscita a mordere il dito di una mano del suo aggressore, costringendolo a desistere dai suoi propositi, e a fuggire.

La ragazza, ricoverata successivamente all'Ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, pur non essendo ferita gravemente, fu trovata in uno stato di prostrazione psico-fisica con vistosi ematomi sul collo, una ferita lacero contusa in testa, graffi lungo tutta la schiena e i capelli intrisi di terra e di sterpaglia. Gli occhi erano iniettati di sangue e vistosamente gonfi.

Inoltre era priva di scarpe e con i vestiti sporchi di sangue. La Squadra Mobile di Lecce è riuscita a identificare il presunto autore dell'aggressione che risiede a Taranto: anche lui si era recato al Pronto soccorso dell'Ospedale Santissima Annunziata, dove i sanitari avevano deciso il suo ricovero.
Il giovane deve rispondere di tentato omicidio e sequestro di persona.

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