Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:52

Gravina - Tre mesi senza Ciccio e Tore

Malgrado il continuo lavoro di verifiche degli inquirenti. Il padre annuncia: denuncerò il dirigente della Mobile, Luigi Liguori, per il suo modo di condurre gli esami testimoniali
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Tre mesi dopo, si ricomincia dal padre. Scartata quasi del tutto la pista materna, le attenzioni della polizia si concentrano ora, senza alcun successo, sulla pista della pedofilia e su Filippo Pappalardi, il padre di Francesco e Salvatore, i due fratellini di 13 e 12 anni scomparsi dalla loro casa di Gravina in Puglia tre mesi fa, il 5 giugno scorso.
L'uomo è sottoposto ad accertamenti per la scomparsa dei suoi due figli che, secondo gli inquirenti, è da qualificare giuridicamente come un sequestro di persona perchè finora non si sa ancora se i due fratellini siano vivi o morti. Due i motivi che hanno spostato sull'uomo gli accertamenti in corso: due compagni di giochi dei fratellini, a metà agosto, hanno riferito alla polizia di aver visto Pappalardi, alle 21.30 circa del 5 giugno, nei luoghi in cui, 10-15 minuti prima, erano stati visti i suoi due figli, poi scomparsi nel nulla; inoltre, Pappalardi, interrogato dopo pochi giorni (il 19 agosto) su questa circostanza, ha reso dichiarazioni ritenute contraddittorie e ha parlato, ma solo dopo dietro sollecitazione degli investigatori, di circostanze relative ai suoi spostamenti che fino ad allora - secondo gli inquirenti - aveva taciuto.
Su Pappalardi, che si proclama estraneo ai fatti, non ci sarebbero comunque altri elementi indiziari. Anzi, tutte le dichiarazioni fornite dall'uomo sui suoi spostamenti la sera del 5 giugno, mentre cercava in strada i figli, sarebbero state confermate dalla sua convivente, Maria Ricupero, e dai figli della donna. Pappalardi, inoltre, venerdì scorso, ha accompagnato in questura Ricupero e ha rilasciato dichiarazioni spontanee alla polizia. Poco tempo dopo, non è ben chiaro il motivo, ha deciso di comunicare al suo avvocato la volontà di denunciare il dirigente della squadra mobile, Luigi Liguori, per il suo modo ritenuto non ortodosso di condurre gli esami testimoniali. La denuncia - a quanto è dato sapere - sarà presentata nei prossimi giorni, in questo modo anche Liguori avrà modo difendersi da un'accusa che è tutta da dimostrare.
Denuncia a parte, in Procura, sulla vicenda dei due fratellini scomparsi, si percepisce che le indagini sono in una situazione di stallo e si capisce che, a meno di clamorosi quanto inattesi colpi di scena, la pista paterna dovrebbe portare a ben poco, anche perchè l'esperienza insegna che quando si imbocca, dopo tre mesi, una qualsiasi pista in precedenza mai esplorata con convinzione, significa partire svantaggiati. Una conferma a queste ipotesi viene dal fatto che il pm inquirente, Antonino Lupo, è in ferie da alcuni giorni e che l'indagine viene coordinata dal procuratore Emilio Marzano, che la segue quasi dall'inizio.
Forse perchè a conoscenza di tutti questi particolari, Filippo Pappalardi, ha deciso di lanciare un appello: «Sono estraneo alla scomparsa dei miei bambini. Voglio solo essere aiutato a ritrovarli».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione