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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:51

«Ministero Salute mapperà rischi Ilva»

Entro 60 giorni - annuncia il sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione - verrà avviata un'indagine, coordinata dalla Asl, per sondare la sicurezza dei reparti del siderurgico tarantino
TARANTO - Entro 60 giorni il ministero della Salute avvierà un'indagine comune, coordinata dalla Asl e con l'ausilio di tecnici Spesal, Arpa e Ispesl, per redigere una mappa dei rischi in materia di sicurezza nei reparti dell'Ilva di Taranto. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione dopo aver incontrato stamani nel capoluogo jonico i segretari provinciali dei metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm, Giuseppe Lazzaro, Francesco Fiusco e Rocco Palombella. Gaglione era accompagnato dall'on. Ludovico Vico (Ds) e dal consigliere regionale Michele Pelillo (Margherita).
Il sottosegretario ha aggiunto che «la proposta è stata discussa con i rappresentanti sindacali che hanno accolto con favore l'iniziativa. Il lavoro di ricognizione - ha specificato - da fare in tempi strettissimi, sarà la base di partenza per un confronto importante con l'azienda che avverrà con il concorso della Regione Puglia e del comitato provinciale per la sicurezza».
Per il sottosegretario, «la situazione all'Ilva è grave e va affrontata con la collaborazione di tutti. C'è bisogno di un impegno costante: ovviamente nelle fasi iniziali dobbiamo metterci più impegno e non dobbiamo mollare fino a quando l'Ilva non sia stata riportata a condizioni di normalità». Nella tarda mattinata Gaglione - informa una nota del suo ufficio stampa - si è recato alla direzione generale della Asl Taranto 1 e ha esposto al direttore generale, Marco Urago, al direttore sanitario e ai responsabili dello Spesal i risultati dell'incontro con i sindacati, ottenendo l'ok sia sulle proposte di lavoro che sui tempi di attuazione.
«L'incontro di oggi - ha commentato l'on. Vico - si muove nel contesto del licenziamento dei tre lavoratori dell'Ilva. Sono dell'opinione che sarebbe utile che prima di venerdì, o comunque prima che la magistratura emetta la sentenza, si registrasse la revoca dei licenziamenti. E' anche una richiesta a chi ha il dovere di intervenire in queste ore».

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