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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:23

«Gravina non è omertosa e non è abitata da orchi»

Il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola (Ds), torna a parlare della scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di 13 e 12 anni che mancano da casa dal 5 giugno scorso. Difende la città e critica il lavoro silenzioso degli investigatori. Gli inquirenti dal canto loro spiegano che ci vorrà ancora «molto tempo» per arrivare all'auspicata risoluzione del «giallo»
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Difende la città, com'è suo dovere istituzionale, e critica il lavoro silenzioso degli investigatori, che non danno notizie alla stampa inducendo così i mass media, affamati di notizie, a parlare di Gravina in Puglia come di una città omertosa e abitata da pedofili. Rotto il silenzio agostano, il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola (Ds), torna a parlare della scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di 13 e 12 anni che mancano da casa dal 5 giugno scorso.
«Gli investigatori - accusa Vendola - vengono meno ad un loro dovere: quello di dare informazioni alla stampa. Non facendo questo la città di Gravina in Puglia ne paga le conseguenze e viene descritta da certa stampa come una città omertosa, in cui vivono gli orchi». «Sono circostanze false - continua il sindaco - perchè negli ultimi giorni sono stati proprio i bambini a parlare con la polizia giudiziaria, riferendo particolari utili alle indagini. Gli altri miei concittadini nulla sanno della scomparsa dei fratellini Pappalardi, per questo non parlano: quindi nessuno può parlare di città omertosa».
Sul fronte delle indagini anche oggi, 85 giorni dopo la scomparsa di "Ciccio" e "Tore", non si registrano novità. Gli inquirenti spiegano che ci vorrà ancora «molto tempo» per arrivare all'auspicata risoluzione del giallo e assicurano che le indagini in corso sono «lunghe e complicate». Quindi, ribadiscono che sono in corso accertamenti in «ambiti familiari» e sui tabulati telefonici di «persone adulte».
Le stesse fonti assicurano, quindi, che la tanto auspicata svolta nell'intricato giallo di Gravina «non è affatto vicina». Le indagini della squadra mobile della questura, diretta da Luigi Liguori, sono seguite, come è prassi per i fatti di cronaca più rilevanti, anche da un funzionario dello Sco, il Servizio centrale operativo.
Nei giorni scorsi il pubblico ministero che coordina l' indagine, Antonino Lupo, ha ascoltato in questura come 'persona informata dei fattì il papà dei due bambini, Filippo Pappalardi. A quest'ultimo sarebbero stati chiesti chiarimenti su alcune circostanze relative alla scomparsa dei due figli che, com'è noto, secondo le ultime testimonianze raccolte, sarebbero stati visti alle 21.30 nella città vecchia di Gravina. In passato, invece, testimoni avevano riferito di aver notato i due fratellini alle 20.30, sempre nella città vecchia, all'orario in cui i due fratellini dovevano rincasare così come aveva disposto loro padre, a cui erano stati definitivamente affidati dal Tribunale per i minorenni nel maggio scorso.
Dopo averli cercati per qualche ora, anche presso l' abitazione dell'ex moglie, Rosa Carlucci, a Santeramo in Colle (Bari), Filippo Pappalardi, alle 22.50 circa del 5 giugno, si recò nel commissariato di polizia di Gravina e segnalò la scomparsa di 'Cicciò e 'Torè. Il giorno dopo l'uomo andò regolarmente al lavoro e fu Carlucci a formalizzare la denuncia di scomparsa al commissariato di Gravina.

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