Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:18

Intervento negli Usa: ora Enzo cammina

Dopo un calvario durato una vita e un'operazione chirurgica in un ospedale di New York, il 15enne di Palo del Colle (Bari) ora è in grado di camminare
PALO DEL COLLE (BARI) - Quando gli hanno detto di alzarsi e di provare a camminare quasi non ci credeva. Pochi passi incerti, assistito da un tutore e dai medici; poi sempre più sicuri, finchè non si è reso che ce la stava facendo, che per la prima volta dalla nascita stava camminando. E' la storia di Vincenzo, nato 15 anni fa con una patologia assai rara, l'artrogriposi agli arti superiori e inferiori di secondo grado distale, una malattia che finora gli aveva impedito di muovere gambe e braccia.
Dopo un calvario durato una vita, che ha visto per protagonisti lui e la sua famiglia, e dopo un intervento che sua madre definisce "miracoloso" in un ospedale di New York, Vincenzo ora è in grado di camminare. Per muovere le braccia se ne parlerà invece l'anno prossimo, quando nell'istituto americano sarà nuovamente operato dallo stesso medico, il dott. David Seldman.
La famiglia, che vive a Palo del Colle, è tornata oggi dagli Usa. Ad accoglierla all'aeroporto di Bari una folla di parenti e di amici. Applausi, striscioni, lacrime. Il più festeggiato, naturalmente, è stato Vincenzo che, visibilmente commosso come i suoi genitori, ha dovuto subire una serie innumerevole di baci e abbracci. «Sono rinato la seconda volta - dice lui stesso ai giornalisti - e ora comincia una nuova vita. Il passato l'ho cancellato».
In tanta confusione è la mamma, Giuseppina Gilio, a raccontare il loro calvario. «Da quando è nato - racconta - ho girato tutta l'Italia, ma mi hanno sempre detto che non era possibile alcun tipo di intervento. Dicevano "si potrebbe", ma nessuno mi ha mai dato certezze, e allora non mai ho voluto rischiare».
L'anno scorso la donna va a New York, dove vive un loro concittadino emigrato ("una persona straordinaria") e riesce a mettersi in contatto con il dott. Seldman, primario dell'ospedale Jonh Divise. Il medico chiede le radiografie, poi alcuni giorni per valutare il caso. Quindi telefona alla donna: «le posso garantire che al 99% suo figlio camminerà come una persona normale».
Il 31 gennaio la famiglia parte alla volta di New York. Il 15 febbraio il primo grande intervento, durato otto ore ("superato a meraviglia"), il 15 marzo il secondo grandissimo intervento - 12 ore - ancora più difficoltoso, al ginocchio destro. Fino al 28 luglio Vincenzo ha tenuto un apparecchio, ma dal 13 giugno già camminava. Poi ne è stato liberato e lui oggi cammina aiutato solo da semplici tutori che fra circa un anno gli verranno tolti, dopo che si saranno rafforzati i muscoli. «Certo - commenta sua madre - non è che possa correre, ma da stare 15 anni in carrozzina a camminare... è un miracolo».
L'intervento ha riguardato l'apparato osteomuscolare, quello vascolare e ha compreso anche una delicata chirurgoplastica alla gamba destra. Il 27 maggio prossimo la seconda e si spera ultima puntata: la famiglia ripartirà alla volta di New York per nuovi interventi alle braccia, ma ormai è sorretta da grande ottimismo.
Ora, a settembre, Vincenzo dovrà riprendere i libri in mano: dopo aver frequentato tutto il primo trimestre all'istituto tecnico-industriale di Bitonto, a settembre dovrà sostenere un esame per l'ammissione al secondo anno. «Ma per oggi - dice la mamma - lasciamolo tranquillo: è ancora giorno di festa».
Armando Damiani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione